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Roma, 12 gen –  Un marocchino residente a Imola, pur essendo positivo al coronavirus, ha pensato bene di violare l’isolamento casalingo e di andarsene in un centro commerciale imolese, il Leonardo, e non per fare shopping: ma per depredarne un negozio di abbigliamento. I Carabinieri della locale caserma, su sollecitazione di un addetto alla vendita accortosi di qualcosa di sospetto, hanno sorpreso e denunciato il marocchino positivo al Sars-CoV-2 sia per il furto sia per la violazione della quarantena.



Insomma, mentre gli italiani sono costretti a soggiacere a normative sempre più complesse e farraginose, non sapendo davvero a che santo votarsi quando costretti a spostarsi o per poter lavorare, sembra che analoghi problemi alcuni immigrati non se li pongano proprio.

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Il marocchino positivo al coronavirus viola la quarantena per rubare

Una volta restituita la merce sottratta al negozio, i Carabinieri hanno espletato le formalità di rito nei confronti del trentunenne, e hanno poi provveduto a riaccompagnarlo a casa, per far riprendere il regime di isolamento che proseguirà, ci si augura, fino ad avvenuta «negativizzazione». Naturalmente il precedente non è particolarmente confortante, e si spera che le forze dell’ordine, oltre a inseguire i renitenti della mascherina o i fruitori della movida, abbiano modo di concentrarsi con controlli mirati tesi a evitare oltre ai furti anche che positivi conclamati possano andarsene tranquillamente in giro.

Multe su multe

D’altronde il paradosso della situazione, e che rischia di ingenerare un clima rovente alla luce della crisi economica sempre più palese e grave, ci arriva sempre dall’Emilia. Alcuni baristi di Alto Reno Terme e Budrio si sono visti sanzionare, proprio per 400 euro, per aver somministrato al banco alcuni caffè a degli avventori. Stessa sorte è toccata agli avventori, per aver contravvenuto alla normativa che prevedeva il solo asporto. A nulla sono valse le giustificazioni di esercenti e clienti, che hanno addotto il clima particolarmente gelido quale scusante.

Cristina Gauri

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