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Roma, 12 gen – L’impareggiabile piagnisteo dell’Anpi. A Trecate, cittadina in provincia di Novara, a settembre scorso è stato inaugurato un monumento in memoria di Vittorio Dorè, studente che aderì alla Repubblica Sociale Italiana e venne fucilato nel 1945 dai partigiani. Dorè all’epoca aveva appena 17 anni e fu ucciso a guerra finita. Grazie al progetto portato a termine dal lavoro di militanti e simpatizzanti di CasaPound Italia, adesso all’ingresso del cimitero comunale di Trecate è possibile apprezzare un’opera monumentale che ricorda il 17enne Dorè. A rigor di logica, a prescindere dalle opinioni politiche, si presuppone che di fronte a un’opera del genere chiunque taccia in rispettoso silenzio. E invece l’Anpi di Trecate è riuscita nella straordinaria impresa di sbraitare anche di fronte a un cippo commemorativo che onora la memoria di un ragazzo barbaramente ammazzato.



Novara, Anpi senza vergogna

“L’iscrizione del cippo – scrivono infatti i nuovi partigiani in preda al livore – esprime la retorica militarista, razzista e nazionalista che dando credito a una ricostruzione assai lontana dall’essere storicamente accertata ha avuto come ultima conseguenza l’assassinio dello stesso Vittorio Dorè. Con il pretesto di ricordarlo, l’operazione è in realtà occasione di esaltare in un pubblico monumento termini, simboli e concetti propri dell’ideologia fascista, eredità di quello stesso regime che, dopo aver a lungo limitato le libertà degli italiani e dopo l’approvazione delle leggi razziali, ha in definitiva ha portato l’Italia alla guerra al fianco del nazismo, con tutto ciò che ne è conseguito, compresa la fucilazione dello stesso Dorè”. Il “pretesto” di ricordare uno studente fucilato a guerra finita?

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L’Anpi: “Vittorio Dorè vittima del fascismo”

Ma l’Anpi va oltre e arriva a scrivere quanto segue: “Il diciottenne Vittorio Dorè sarebbe stato ucciso pochi giorni dopo la fine della guerra per la colpa di vestire la divisa fascista. Si dice sia stato fucilato da ignoti partigiani, anche se non è stato prodotto alcun documento che lo accerti”. Dunque? “Se questo fatto fosse avvenuto, però, senza nulla togliere alla responsabilità personale di assassini mai individuati, ciò sarebbe conseguenza della guerra in cui il fascismo ha trascinato l’Italia”. Senza nulla togliere alla responsabilità degli assassini, secondo l’Anpi la colpa è di qualcun altro.

Sensazionale, un ragionamento talmente capzioso che farebbe sbellicare dalla risate, non parlassimo di un ragazzo fucilato. Ordunque cosa vuole adesso l’Anpi? Pretende “che dalla lapide vengano cancellati simboli e scritte apologetiche dell’ideologia mussoliniana“. Perché “Vittorio Dorè, che pure si professava fascista, è infatti una delle ultime vittime del fascismo”, tuonano infine i nuovi partigiani, tanto per ribadire meglio il concetto delirante. Senza vergogna.

Alessandro Della Guglia

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