massimiliano-latorreMilano, 5 gen – Massimiliano Latorre, il fuciliere di Marina coinvolto con Salvatore Girone nella tragicomica vicenda marò, stamattina è stato sottoposto a un intervento al cuore per la chiusura del Pfo (forame ovale pervio).

L’operazione ha avuto esito positivo. “La decisione di operare il paziente — fanno sapere dall’ospedale — è stata presa dopo che gli accertamenti diagnostici eseguiti in precedenza non avevano identificato fattori di rischio ricollegabili all’evento ischemico subìto dal paziente, se non appunto la presenza di Pfo”.


Si tratta di un’anomalia cardiaca in cui l’atrio destro comunica con l’atrio sinistro, a causa della pervietà del forame ovale, permettendo così il passaggio di una quantità più o meno rilevante di sangue dall’atrio destro all’atrio sinistro.

Latorre si trova in Italia grazie al permesso di quattro mesi concessogli da New Delhi perché potesse curarsi in Italia dai postumi di un ictus. Il permesso, tuttavia, scadrà a mezzanotte del 12 gennaio, con la Corte Suprema che ha detto “no” a un prolungamento della permanenza in Italia di Latorre per la convalescenza. A una settimana da un intervento al cuore, quindi, il fuciliere di Marina dovrà preparare la valigia e tornare in un Paese che in tre anni non è neanche riuscito a iniziare il processo nei suoi confronti.

Tutto questo quando fonti del ministero degli Interni indiano spiegano candidamente all’Economic Times di aver trattenuto l’altro soldato italiano in India per le vacanze di natale in quanto “Girone è l’unica garanzia per il ritorno di Latorre”. Quanto a Latorre, lo stesso anonimo funzionario governativo si permette persino di ironizzare: “Il ministero aveva già detto che in India erano disponibili le migliori cure per Latorre. E poi, se era così malato non era certo opportuno un lungo viaggio…”.

Per quanto tempo l’Italia dovrà sopportare quest’onta senza reagire?

Adriano Scianca

Commenti

commenti

LASCIA UN COMMENTO

Please enter your comment!
Please enter your name here