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aldo milani cobasRoma, 28 gen – Estorsione aggravata e continuata. E’ con questa grave accusa che gli uomini della squadra mobile di Modena, su ordine della procura della città emiliana, hanno arrestato Aldo Milani, coordinatore nazionale del S.I. Cobas, e Danilo Piccinini, consulente dello stesso sindacato.



Le indagini, coordinate dal sostituto procuratore Claudia Natalini, erano partire il 13 gennaio scorso quando ai magistrati geminiani era arrivata una denuncia segnalando il tentativo di estorsione: soldi chiesti dai sindacalisti per calmierare o addirittura fermare i numerosi picchetti – anche violenti, partecipati soprattutto da lavoratori stranieri e spesso con l’ausilio di manovalanza dai centri sociali e dai circoli anarchici – che in questi ultimi mesi hanno visto una recrudescenza. Era successo a Fidenza, in provincia di Parma, dove a seguito del cambio di appalto alla logistica della vetraria Bormioli Rocco e nonostante le rassicurazioni dell’azienda sul mantenimento dei livelli occupazionali i Cobas avevano inscenato dure proteste, di fatto paralizzando l’attività del sito. Ed è successo anche alla Levoni salumi di Castelnuovo Rangone (Modena) dove invece in cinquanta hanno perso il posto di lavoro, licenziamento collettivo dal quale son scaturite manifestazioni culminate in scontri con le forze dell’ordine in tenuta antisommosa.

Proprio la Levoni aveva poi presentato un esposto alla magistratura, segnalando l’anomala richiesta di soldi da parte dei Cobas: “Pagate 90mila euro per la ‘cassa di resistenza’ e non ci saranno più proteste o picchetti con l’interruzione dei lavori“, questo avrebbero chiesto Milani e Piccinini in un incontro con l’azienda, che il giorno 26 gennaio avrebbero versato i primi 5mila euro, filmando il passaggio della bustarella in un video ripreso di nascosto, facendo così scattare l’accusa di estorsione non più tentata e l’arresto in flagranza dei due sindacalisti.

Nicola Mattei

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