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milano antifaMilano, 23 feb – Ancora aggressioni politiche in università, ad opera della solita estrema sinistra. Stavolta è successo a Milano, alla Statale. Bersaglio dell’aggressione, uno studente appartenente al Gruppo Alpha, movimento studentesco vicino a Lealtà e Azione, in questi giorni distintosi per aver chiesto, nello stesso ateneo, un’aula per ricordare il dramma delle foibe. Aula negata con la motivazione che “il programma dell’iniziativa presenza elementi che non garantiscono che la manifestazione non possa essere strumentalizzata a fini propagandistici” (curiosa logica, quella per cui fa propaganda chi ricorda un dramma storico la cui commemorazione è garantita da precise leggi dello Stato e non chi, per puro partito preso ideologico, nega tale ricordo).



È sullo sfondo di un clima già surriscaldato, quindi, che avviene l’aggressione dell’altro giorno, quando una ventina di appartenenti all’antifascismo militante milanese ha attaccato verbalmente e fisicamente un militante del Gruppo Alpha mentre era a studiare nella biblioteca della sede di via Festa del perdono. L’aggredito è stato dapprima insultato e fatto oggetto di sputi; poi si è passati alle maniere forti con pugni e calci. Il ragazzo è stato soccorso dal personale dell’ateneo ed è dovuta intervenire la polizia per sedare gli animi. Solo in quel momento altri militanti del movimento che erano a lavorare in zona sono accorsi in Università, sapendo che lo studente era costretto a rimanere dentro la biblioteca a causa della presenza degli antagonisti.

A quel punto c’è stato un confronto verbale fra i due gruppi, trasformato poi, nelle dichiarazioni dell’estrema sinistra, in una “caccia all’uomo” o in un atto di “squadrismo”. Che tuttavia, come timidamente riporta Repubblica, pur dando voce alla versione degli antagonisti, non avrebbe causato nessun ferito. Il che è quanto meno bizzarro.

Roberto Derta



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