Roma, 30 giu – Dall’inizio del 2022 si sono registrati incrementi generalizzati di infortuni su lavoro in quasi tutti i settori produttivi. I dati dell’Inail segnalano che, nel periodo che va da gennaio a maggio di quest’anno, le denunce di infortunio sul lavoro sono state nel complesso 323.806, andando a toccare un aumento del 47,7% e per quanto riguarda le morti bianche, solamente nei primi cinque mesi dell’anno, sono stati denunciati 364 decessi. L’incremento degli infortuni rispetto all’anno passato si è registrato sui 290.283 casi del 2022 (194.280 nel 2021), con un aumento del 49,4%, la tendenza ha abbracciato anche gli infortuni in itinere, occorsi nel tragitto di andata e ritorno dal posto di lavoro, attestati a 33.523 casi, registrando un aumento del 34,2%.

Infortuni sul lavoro generalizzati su tutta la penisola

Si può osservare un aumento generale in ogni settore produttivo, in particolare nei Trasporti e magazzinaggio (+144,3%), nella Sanità e assistenza sociale (+134,3%) e nelle Attività dei servizi di alloggio e di ristorazione (+105,1%). L’analisi territoriale evidenzia un incremento delle denunce di infortunio in tutte le aree del Paese: più consistente nel Sud (+65,8%), seguito da Isole (+61,5%), Nord-Ovest (+55,7%), Centro (+48,2%) e Nord-Est (+30,2%). Tra le regioni con i maggiori aumenti percentuali si segnalano principalmente la Campania (+112,1%), la Liguria (+75,7%) e l’Abruzzo (+66,5%). Per quanto riguarda i casi mortali, tra le regioni con i maggiori aumenti si segnalano principalmente la Lombardia (+6 casi mortali), la Sardegna (+4), il Veneto e la Toscana (entrambi +3).

Assenza di politiche sul lavoro

Quello che si osserva dai dati pubblicati dall’Inail, è la tendenza ad un costante smantellamento di tutto l’apparato sociale e legato al mondo del lavoro, riportando così l’Italia indietro di sessant’anni per quanto riguarda le politiche del lavoro. È esemplare come tutti gli ultimi governi non abbiano intrapreso nessuna reale politica in difesa del lavoro, ma abbiano solamente continuato a svendere e impoverire  i lavoratori, i quali oggi si trovano a dover convivere con un sistema che li uccide.

Andrea Grieco

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