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arrestato consigliere vicino alla ndranghetaRoma, 2 feb – L’ex assessore regionale della giunta di Scopelliti e consigliere, Nazzareno Salerno, è stato arrestato a Verona dopo aver fatto affari con il clan Mancuso Limbadi, accaparrandosi, insieme alla ndrangheta, i fondi europei destinati al credito sociale in Calabria, ovvero un finanziamento che l’Unione Europea stanzia per soggetti che attraversano gravi difficoltà economiche. Il fondo è stato creato soprattutto “al fine di contrastare fenomeni di usura, nella forma del prestito sociale, affidandone la gestione a Fondazione Calabria Etica” . Questa volta, invece, la ndrangheta non ha avuto bisogno di passare per mezzi come l’usura; essa ha fatto direttamente affari con i vertici della regione Calabria, come appunto Nazzareno Salerno che, essendo stato nominato assessore con la fiducia e la speranza dei cittadini, soprattutto quelli in difficoltà, avrebbe dovuto adempiere al suo dovere, ovvero quello di proteggere queste persone dalla criminalità organizzata e devolvere il fondo europeo alle famiglie in difficoltà.



I soldi e la corruzione stanno diventando il male principale della nostra società, intrisa da quella mentalità marcia appartenente al capitalismo, dove principi etici classici e condivisibili, come l’incorruttibilità e l’onesta (quella vera, non quella ostentata falsamente per fare becera propaganda politica, ndr), non appartengono più alla nostra mentalità. Il denaro è diventato ormai la colonna portante della degenerazione della nostra società, arrivando a corrompere l’ex assessore che di questi principi, evidentemente, se ne è sbattuto allegramente, preferendo fare affari con la criminalità organizzata. Ancora una volta è da ringraziare il lavoro dei magistrati della DDA di Salerno, coordinati da Nicola Gratteri.

Questa operazione ha portato all’arresto di 9 persone con l’accusa di minaccia ed abuso d’ufficio, estorsione aggravata, corruzione e peculato. Tra queste persone figurano, oltre a Nazzareno Salerno, anche Vincenzo Spasari, funzionario della sede vibonese di equitalia, e Claudio Isola, consigliere di opposizione e quindi rivale di Nazzareno. Una beffa insomma per tutti i cittadini che, dalla vetrina di questo vergognoso palcoscenico, assistevano ad una lotta di governo e opposizione, pensando che questa avesse la funzione di migliorare il paese; invece i fatti dimostrano che dietro a questa facciata, i due in realtà andassero a braccetto con la ndrangheta. L’inchiesta, condotta dagli uomini del ROS e della Guardia di Finanza, sarebbe stata avviata in seguito ad assunzioni di centinaia di persone (circa 700), tutte residenti a Lamezia Terme, da parte della società in-house Calabria Etica, gestore dei fondi europei. Da qui si è risalito ad un giro di soldi su conti personali e società private, portando, alla fine dell’inchiesta, al sequestro di beni dal valore di circa 2 milioni di euro. Soldi che dovevano andare nelle tasche di chi non arriva a fine mese; soldi che invece, ancora una volta, sono andati nelle tasche della mafia.

Davide D’Anslemi

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