Roma, 30 nov – Richiesta di archiviazione per Luca Morisi: zero reati e quindi niente processo, resta solo la macchina del fango per attaccare lui e la Lega in campagna elettorale. L’ex responsabile della comunicazione di Matteo Salvini non è colpevole. Infatti la procura di Verona, che indaga da agosto su una serata a base di escort e stupefacenti, chiederà di non procedere “per particolare tenuità del fatto”. In sostanza, non esistono gli estremi per parlare di reato.

Niente processo per Luca Morisi, ma tanto il danno è fatto

Molto rumore per nulla, ma tanto il danno è fatto. Insomma, nessun reato si è consumato in casa di Morisi il 14 agosto scorso a Belfiore (Verona), quando l’inventore della Bestia ospitò due giovani romeni. Infatti Morisi ha ammesso l’uso personale di cocaina, nessuna cessione di stupefacenti. Dal canto loro, i pm hanno riconosciuto che la droga dello stupro trovata in casa non era sua e non era stato lui a procurarla. Era stata portata da uno dei due escort.

Nessun reato, caduta l’unica accusa

Nessuna cessione di sostanze stupefacenti, dunque. Lo dimostra la chat tra Morisi e i due escort romeni, che chiedono: “Ti portiamo G. Tu cosa usi?”. All’indomani del festino – evidentemente finiti male – uno dei due escort ha chiamato i carabinieri. “Abbiamo consumato cocaina, ce l’ha data lui”, è l’accusa contro Morisi. E dal suo zaino era spuntato un flaconcino di droga dello stupro. La cocaina era effettivamente di Morisi. Ma era stata acquistata senza “accordo preventivo” per usarla in tre, ha chiarito la difesa. Escluso dunque l’illecito del “consumo di gruppo”. E’ caduta così l’unica accusa contro l’ex capo della Bestia.

Chissà se ora i giornaloni daranno lo stesso risalto alla notizia

Il fatto che Morisi non sarà processato, secondo Dagospia, è la prova provata del caso montato ad arte. “Ora si può dire – si legge sul sito di Roberto D’Agostino -. Morisi è stato vittima di un trappolone”. Come è noto, infatti, il responsabile della comunicazione sociale della Lega si dimise improvvisamente dallo staff di Salvini. Il tutto pochi giorni prima che la stampa pompasse l’indagine della procura di Verona. Per giorni i titoloni dei giornali hanno gettato fango su Morisi (con l’obiettivo di colpire la Lega in campagna elettorale per le amministrative). Ora è tutto finito. Chissà se i giornaloni daranno lo stesso risalto alla notizia.

Adolfo Spezzaferro

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