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Roma, 30 mag – Gli Stati Uniti continuano a bruciare. Non solo Minneapolis, le proteste incendiarie vanno in scena anche in altre grandi città americane. In particolare a Detroit, in Michigan, dove un ragazzo di 19 anni è stato ucciso vicino a un raduno di manifestanti a Cadillac Square. Ammazzato dai colpi di un’arma da fuoco sparati da qualcuno all’interno di un Suv. Stando a quanto rivelato dall’Associated Press gli spari erano indirizzati contro la folla di persone che stava manifestando per l’uccisione di George Floyd. L’omicidio è avvenuto proprio mentre un reporter di Detroit News stava girando un video della protesta in diretta su Facebook.

Secondo la polizia gli spari provenivano da una Dodge Durango grigia e l’assassino è riuscito a fuggire. Nel video del reporter si sentono gli spari e molte persone scappare dalla zona, altre urlare e qualcuno chiamare le forze dell’ordine per chiedere un intervento. La protesta “è iniziata in modo pacifico e la stragrande maggioranza dei manifestanti è venuta qui con le migliori intenzioni e li applaudo per aver voluto farsi sentire”, ha dichiarato James Craig, capo della polizia di Detroit, in un’intervista telefonica al Detroit News. “Ma la situazione è stata aggravata da un piccolo gruppo“. Quanto accaduto è comunque ancora poco chiaro, di certo c’è che la tensione è aumentata quando alcuni manifestanti hanno iniziato a lanciare bottiglie e la polizia ha risposto lanciando lacrimogeni.

Alta tensione in diverse città americane

Adesso però le rivolte si stanno estendendo a macchia di leopardo in diverse città americane. Nella capitale Washington, dove da venerdì centinaia di persone sono radunate davanti alla Casa Bianca, oggi i servizi segreti hanno deciso di chiudere la residenza presidenziale per ragioni di sicurezza. Neppure la stampa ha accesso. Un lockdwon scattato, stando a quanto riportato dal Guardian, mentre i manifestanti continuavano a lanciare acqua contro gli agenti schierati.

E se intanto a Minneapolis il Pentagono ha deciso di schierare l’esercito, chiedendogli di approntare diverse unità militare, il governatore della Georgia ha dichiarato lo stato d’emergenza a Fulton County. Quest’ultima è una contea dove la tensione è particolarmente alta, soprattutto ad Atlanta. Ma anche in altre città stanno andando in scena proteste e scontri: a Saint Paul nel Minnesota, a New York e a Houston. Altra manifestazioni sono in programma tra oggi e domani, dall’Iowa alla Florida. Inutile dire che si annunciato più infuocate che mai.

Eugenio Palazzini

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