Siracusa, 16 nov – La pesante questione delle navi Ong che fungono da traghetti tra Africa e Italia con migliaia di clandestini scaricati nei nostri porti, non è l’unica piaga di questi anni infelici. La nostra nazione è infatti presa d’assalto da “navi fantasma”, sbarchi invisibili e dunque ben poco chiacchierati. Certo, in questi giorni di grande clamore per lo scontro tra il governo italiano e quello francese, i soliti buonisti giustificano la loro presenza delle Ong nel Mediterraneo quasi fossero una sorta di ambulanze galleggianti da finanziare (il Bundestag, Parlamento Federale tedesco è pronto a votare l’erogazione di 2 milioni di euro l’anno fino al 2026 a United4Rescue) proteggere, coccolare e soprattutto da accogliere, ma solo nel nostro Paese. Ma al di là di queste considerazioni, il problema sbarchi è tutt’altro che risolvibile bloccando solo le Ong, secondo la strategia che sta ipotizzando il governo Meloni. Le cifre quotidiane sono in costante aumento (lunedì scorso c’è stato il picco più alto di tutto novembre, e siamo ancora a metà mese, con 1.258 clandestini sbarcati) così come i reati.

Navi fantasma: tutti gli sbarchi invisibili ignorati dal mainstream

Fuori dai radar dell’informazione mainstream, negli ultimi giorni ci sono stati: 127 clandestini sbarcati da cinque imbarcazioni, 38 da un barchino di sette metri, tutti a Lampedusa; 325 tra Pozzallo (205) ed Augusta (120), sabato 12 novembre; ancora Lampedusa registra 300 nuovi clandestini domenica 13 novembre e poi la cifra totale impressionante di 1258 lunedì 14 novembre. Ultimo in ordine di tempo ieri: in tarda serata nella zona del porto adiacente il centro abitato di Marzamemi, borgo del Comune di Pachino (Sr), da un’imbarcazione sono sbarcati 57 uomini clandestini.

Sorge allora spontanea una domanda: come è possibile che queste imbarcazioni non vengano viste da nessuno e arrivino indisturbate sulle nostre coste? Si vedono e si ignorano? In totale e lungo tutto lo Stivale ci sono stati 92.917 arrivi (dato aggiornato dal Viminale a ieri 15 novembre) da inizio anno, il doppio del 2021. Con un altro dato interessante che è quello della nazionalità a cui dichiarano di appartenere, considerata la mancanza di documenti: 18.841 egiziani, 17.295 tunisini e 13.007 bangladesi, quindi con nessun diritto di stare in territorio italiano.

I continui reati

E’ stato uno degli obiettivi dichiarati dal nuovo governo, la difesa dei confini, diciamo che è tempo di iniziare a farlo. Perché un altro degli aspetti di cui si parla pochissimo è l’incremento dei reati commessi da questi soggetti. Anche in questo caso prendiamo solo le più recenti e partiamo dagli scafisti. Un ventiquattrenne di nazionalità tunisina sarebbe partito a fine ottobre dalle rive di una località trapanese a bordo di un gommone, e dopo aver prelevato 26 connazionali da un’altra imbarcazione, li ha condotti sino alle coste di Pantelleria, dove il natante gommato è stato poi soccorso dalle autorità italiane. Dopo le indagini è stato oggi sottoposto a fermo di polizia giudiziaria, con l’accusa di favoreggiamento aggravato dell’immigrazione clandestina ed è finito in carcere. La misura è stata poi convalidata dal Giudice per le Indagini Preliminari di Caltanissetta, il giovane era ospite del CPR nisseno, su richiesta della locale Procura della Repubblica.

Qualche giorno fa ad Alcamo (Tp) personale del Settore Anticrimine del Commissariato di Polizia. ha proceduto alla notifica di un provvedimento emesso dal gip presso il Tribunale di Trapani nei confronti di un cittadino tunisino al quale è stato imposto il divieto di avvicinamento alla propria ex moglie, da cui si era già separato nello scorso mese di agosto, con l’accusa di violenza sessuale aggravata, violazione di domicilio e lesioni personali.

Nei giorni scorsi, a Marsala (Tp) la Polizia di Stato ha tratto in arresto E.S.M., di nazionalità nigeriana, classe 1980, poiché colto nella flagranza dei reati di minaccia e resistenza a pubblico ufficiale e porto di armi od oggetti atti ad offendere. L’uomo, segnalato di essere in possesso di una grossa arma da taglio, dopo essere sfuggito ad un controllo, proprio con l’uso del coltello, è stato poi rintracciato presso una baracca, in stato di abbandono posta all’interno di un appezzamento di terreno, luogo di dimora dell’immigrato. L’africano, alla vista degli agenti prima li ha minacciati con un tubo in ferro e dopo con un’ascia; disarmato e bloccato si procedeva con una perquisizione della baracca, al termine della quale veniva trovato anche un coltello con lama liscia ed a punta che veniva sottoposto a sequestro. L’arrestato, dopo le formalità di rito, su disposizione della locale Procura della Repubblica, veniva condotto presso la Casa Circondariale di Trapani. L’arresto veniva successivamente convalidato dal gip presso il Tribunale di Marsala che, accogliendo le richieste del Pm., disponeva, altresì, a carico del nigeriano, la misura cautelare della custodia in carcere. Qualche giorno fa sono stati infine rintracciati 3 minori, o sedicenti tali, scappati da un centro di accoglienza di Ragusa, dove sono stati riportati. Caos.

Emanuela Volcan

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