Roma, 13 ago – Cinque giorni, quattro trasbordi. Sale così a 356 il numero degli immigrati sulla nave Ong di Sos Mediterranèe e Msf Ocean Vikings, dopo l’ultima “consegna” in mare che ha visto il recupero di altre 105 persone alla deriva su un gommone in zona sar libica. La situazione igienico sanitaria a bordo della Ocean sta velocemente deteriorandosi e le scorte di cibo e carburante sono ormai agli sgoccioli, seguendo il copione delle Ong ormai consolidato di creare una situazione emergenziale di grande stress psicofisico per i passeggeri della nave. Qualche giorno fa la nave aveva chiesto a Malta di poter fare rifornimento ma il governo della Valletta aveva negato alle Ong sia il punto di attracco sia l’assistenza in mare aperto, diffidandole anche dal chiedere un porto sicuro per lo sbarco degli immigrati.

Situazione al collasso

Insomma, la nave è piena da scoppiare e tutto fa pensare che l’ennesimo braccio di ferro sullo sbarco sia dietro l’angolo. Sono adesso più di 500 gli immigrati in attesa di un porto nel Mediterraneo, i 356 della Ocean Viking e i 151 della Open Arms. Il Viminale si era già premurato di notificare alla nave battente bandiera norvegese il divieto di ingresso nelle acque territoriali italiane, mentre la Farnesina ha inviato una nota all’ambasciata norvegese a Roma per sollecitare l’attivazione delle procedure per assegnare un porto sicuro di sbarco alla nave: “Il ministero degli Affari esteri e della Cooperazione internazionale ricorda come non sia accettabile ogni condotta di organizzazioni non governative che considerano l’Italia l’unico porto possibile di sbarco e che, a questo scopo, sono pronte a esporre le persone a bordo a condizioni psicologiche di forte pressione in situazioni igienico-sanitarie suscettibili di rapido deterioramento”.

Salvini ribadisce il divieto


Da Oslo per ora tutto tace. Il ministro dell’Interno Salvini, dal canto suo, ha ribadito la sua linea: “Più di 350 immigrati a bordo di una nave norvegese di una Ong francese e quasi 160 a bordo di una nave spagnola di una Ong spagnola: ribadiamo l’assoluto divieto di ingresso di queste due navi straniere nelle acque italiane. Si aprano i porti di Francia, Spagna o Norvegia”.

Cristina Gauri

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