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amedeo mancini omicidio fermoFermo, 13 mag – A meno di un anno dalla morte di Emmanuel Chidi Namdi, il nigeriano ucciso a Fermo durante una lite lo scorso luglio, torna in libertà Amedeo Mancini, il 40enne marchigiano accusato dell’omicidio.

Arrestato nei giorni successivi al fatto, Mancini era stato successivamente messo agli arresti domiciliari. La rapidità della vicenda processuale non ha impedito di ricostruire l’esatta dinamica degli avvenimenti, che dopo le iniziali versioni aveva fatto emergere una verità sostanzialmente diversa: era stato Namdi ad aggredire violentemente Amedeo Mancini, sia pur a seguito delle provocazioni di quest’ultimo, e nella colluttazione che ne era seguita il nigeriano aveva avuto la peggio. Da qui la condanna: a gennaio l’imputato ha sì patteggiato 4 anni di carcere, ma per omicidio preterintenzionale, di fatto sgonfiando buona parte dell’impianto accusatorio iniziale.

Nel frattempo va depotenziandosi anche l’aggravante razziale, da subito sbandierata (più mediaticamente che altro) ai quattro venti, che viene mantenuta sia pur con una rilevanza poco più che simbolica: “Pur potendo comportare un aumento di pena fino a cinque anni, l’incremento concordato era stato di soli tre mesi”, spiegano i legali dell’uomo. Ora Mancini attenderà da uomo libero – con il solo obbligo di firma presso i Carabinieri – la sentenza della Cassazione “che dirà se l’aggravante razziale sia compatibile o meno con la riconosciuta attenuante della provocazione”.

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