Parigi, 21 lug – La Ong Sos Mediterranée e Medici Senza Frontier sono tornate in mare con una nuova imbarcazione, la Ocean Viking, già adesso diretta nel Mediterraneo Centrale.

Un “appello alla società civile”

La Ong francese Sos Mediterranée ha diretto un appello “alla società civile” sul suo sito internet chiedendo di “supportare la sua missione di ricerca e soccorso e lancia una richiesta di donazioni con la sua campagna #BackAtSea“. In sostanza, si tratta di una raccolta fondi.

“Le persone continuano a fuggire dalla Libia”


“Dal momento che le persone continuano a scappare dalla Libia attraverso una delle rotte più pericolose al mondo” si legge sul sito di Sos Mediterranée “e a causa dell’assenza di navi per il soccorso disponibili nel Mediterraneo, è stato un imperativo per Sos Mediterrané e Medici senza frontiere tornare in mare dopo la conclusione delle operazioni con l’Aquarius nel dicembre 2018.”

sos mediterranée

“Morti in mare colpa di inerzia Stati Ue”

“L’inerzia degli Stati Membri dell’Unione Europea” scrive Sophie Beau, co-fondatrice di della Ong francese “nella creazione di un meccanismo di ricerca e soccorso nel Mediterraneo che fosse condiviso, sostenibile e prevedibile, lascia alla società civile il compito di tornare in mare e salvare vite” scrive ancora la Beau. Poi, si passa al concreto: la raccolta fondi. “Adesso più che mai c’è bisogno del supporto dei cittadini Europei ad Sos Mediterranée tramite donazioni affinché’ questa nave possa compiere la sua missione salvavita” conclude la responsabile della Ong.

La nave Ocean Viking

Poi, passa a dare dettagli sulla nave che ora si sta dirigendo nel Mediterraneo: “La Ocean Viking è noleggiata da Sos Mediterranée in partnership con Msf. Al momento, la nave sta navigando verso il Mediterraneo dove sarà operativa con un equipaggio di 31 persone, che comprende 13 persone del team di soccorritori di Sos Mediterranée, 9 del team di Msf e 9 dell’equipaggio marittimo”. Insomma, nonostante i morti in mare siano drasticamente calatiOng come Sos Mediterranée cercano ancora soldi e mezzi per tenere in vita il loro circuito di business sugli immigrati e una narrazione drammatica che non appoggia su alcuna base.

Ilaria Paoletti

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