isisArezzo, 17 nov – “Via l’acronimo Isis, d’ora in poi ci chiameremo Istituto Superiore del Valdarno”. Non più quindi Istituto Statale di Istruzione Superiore, Isis appunto, troppo scomodo da pronunciare e scrivere secondo il dirigente scolastico Lorenzo Pierazzi, che spiega così la sua scelta al Corriere di Arezzo: “C’è un profondo disagio nell’usare quel nome nelle nostre comunicazioni di tutti i giorni e quindi ho inviato una lettera a tutti gli studenti, ai loro familiari e ai docenti, annunciando la volontà di non utilizzare più l’acronimo Isis. Non possiamo ovviamente cambiare ufficialmente nome, ma lo possiamo fare nelle nostre comunicazioni quotidiane. Interne e verso l’esterno.”

Effetto psicosi? Viene da pensarlo, considerando poi che a ben vedere la nuova denominazione avrebbe come acronimo Is (Istituto Statale), che se vogliamo è allo stesso tempo un’altra denominazione dello Stato Islamico.


Non si capisce allora perché in preda al buonismo psicotico il Vaticano non abbia mai pensato di cambiare l’acronimo SS alla Basilica dei Santi Pietro e Paolo di Roma o nessun dirigente della Lazio abbia mai avuto l’accortezza politicamente corretta di rimuovere la sigla SS che contraddistingue la società calcistica biancoceleste. Forse perché, semplicemente, non avrebbe alcun senso logico?

In questo caso poi non si tratta neppure di darla vinta ai terroristi, concedendo loro il monopolio di un acronimo. Come la mettiamo allora con Br (che sta, of course, per British Railways)? Si tratta semplicemente di raziocinio, quello che pare stia mancando a molti in questo momento. Anche perché a sentir dire il dirigente scolastico valdarnese: “In tanti hanno voluto darmi il loro appoggio, mi hanno detto che ho fatto la scelta giusta”. Siamo alla psicosi collettiva?

Eugenio Palazzini

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