stuprCaltanissetta, 1 dic – Le violenze e sopraffazioni quotidiane esercitate quotidianamente dalle masse di immigrati dequalificati che ci siamo tirati in casa non fanno ormai quasi più notizia, o soltanto a livello locale. La storia d’orrore emersa a Caltanissetta, nel cuore della Sicilia, è però di quelle che non potevano rimanere sotto traccia.

Lei, 20enne Italiana, studentessa universitaria, la sera di domenica 20 novembre si reca a una festa, accompagnata dai genitori, presso un casolare di campagna. Dopo aver bevuto alcuni alcolici, il buio, fino al risveglio in un tugurio fatiscente, dove inizia il vero incubo: per cinque lunghi giorni, violentata a turno dai suoi aguzzini nigeriani che non la lasciano mai sola, drogata a più riprese, derubata di tutto, inclusi i vestiti, i capelli rasati a zero, e costretta perfino a prostituirsi con altri stranieri immigrati. Mentre il proprietario della casa, improvvisato magnaccia, riscuoteva il frutto delle violenze.

Abituati alle permanenze della ragazza a casa di amici, i genitori si erano intanto rivolti ai Carabinieri soltanto venerdì mattina, il 27 novembre, lo stesso giorno in cui – nel pomeriggio – la giovane riusciva finalmente a liberarsi, recuperare alcuni vestiti da uomo trovati in casa, contattare i genitori e recarsi alla caserma dei Carabinieri di San Cataldo per sporgere denuncia.

È stato sufficiente un sopralluogo con i militari nelle due abitazioni dove era stata tenuta segregata in quei cinque giorni, nel centro storico di Caltanissetta, per verificare il drammatico racconto della vittima. Le immediate perquisizioni domiciliari hanno permesso infatti ai Carabinieri di trovare i cinque stranieri accusati dalla giovane, uno dei quali ha tentato la fuga ma è stato prontamente bloccato. Sono stati anche rinvenuti tutti gli effetti personali della ragazza, nonché stupefacenti e due coltelli a serramanico.

È così scattato l’arresto per i cinque, tutti nigeriani, di età compresa fra i 23 e i 40 anni: Agbai Cross, 34 anni, pregiudicato, Wibo Majesty, 31 anni, pregiudicato, Okosodo Luky, 23 anni, incensurato, Ko Oboh Lawrence, 40 anni, incensurato, Ojeomkhhi Amaize, 27 anni, pregiudicato.

I gravissimi reati contestati, tutti in concorso, sono sequestro di persona, riduzione in schiavitù, violenza sessuale, sfruttamento della prostituzione e detenzione ai fini di spaccio di sostanze stupefacenti. Gli stranieri, tutti riconosciuti dalla ragazza come i suoi aguzzini, sono stati sottoposti a fermo di indiziato di delitto e rinchiusi nel carcere di Caltanissetta.

All’udienza di convalida, tenuta il 30 novembre, i nigeriani hanno negato le accuse a loro carico, tuttavia il Gip Marcello Testaquatra ha convalidato i cinque fermi operati dai Carabinieri, e accolto la richiesta della Procura della Repubblica di Caltanissetta, disponendo la misura cautelare della detenzione in carcere.

Nel frattempo, la giovane era stata accompagnata, già nella serata di venerdì scorso, presso l’Ospedale di Caltanissetta per gli accertamenti sanitari, riscontrando oltre ai segni delle violenze sessuali anche valori clinici altissimi relativi alla presenza di stupefacenti.

Manlio Lanini

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