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Roma, 24 mar – L’epidemia di Covid-19 non risparmia neppure le forze armate italiane. L’esercito ha avuto un ruolo chiave sin dai primi giorni dell’epidemia, a fianco di protezione civile e forze di polizia, e ora inizia a pagarne il prezzo. Tanti, tra i contagiati, gli ufficiali più alti in grado: come il capo di Stato maggiore, Salvatore Farina, che lo scorso 8 marzo aveva annunciato pubblicamente di essere positivo al tampone orofaringeo di trovarsi in isolamento nella propria abitazione. Qualche giorno fa ha accusato una sintomatologia lieve.

Tutti gli ufficiali colpiti 

Gli fanno compagnia il generale di corpo d’Armata Agostino Biancafarina, al vertice del Comando della Capitale, e il comandante delle truppe Alpine, Claudio Berto, attualmente ricoverato in una struttura ospedaliera. Ma la lista continua: c’è Luigi Francesco De Leverano, sottocapo di Stato Maggiore della Difesa e vice di Enzo Vecciarelli. Giuseppe Nicola Tota, comandante delle forze operative terrestri a Verona, Roberto Perretti al vertice del Comando Forze Operative Nord, Giovanni Fungo, sottocapo di Stato maggiore. Quarantena cautelativa per Francesco Paolo Figliuolo, comandante logistico dell’Esercito, mentre Salvatore Camporeale, al vertice della Formazione, specializzazione e dottrina dell’Esercito, è risultato positivo al test.

Il paziente zero dell’esercito

Secondo quanto riportato da Il Messaggero, l’origine del contagio nelle forze armate sarebbe da ricercarsi nella riunione dei vertici avvenuta lo scorso 6 marzo a Roma nel palazzo dell’Esercito di via XX Settembre. All’ordine del giorno, la convocazione della commissione di avanzamento che avrebbe dovuto valutare la promozione dei generali. La ricostruzione del quotidiano ipotizza che il “paziente zero” fosse il comandante delle Truppe alpine, Berto, quel giorno positivo a sua insaputa. Rientrato a Bolzano il giorno seguente, è stato ricoverato. A quel punto tutti i presenti all’incontro sono stati sottoposti al test che ha rivelato la positività al Covid-19 della maggior parte di essi.

Impegno senza sosta

Nonostante ciò i militari continuano senza sosta il loro servizio in prima linea: sono 60 tra medici e infermieri gli uomini inviati negli ospedali di Lodi, Alzano Lombardo e presso il Centro ospedaliero militare di Milano, mentre più di 7000 uomini della missione Strade sicure sono a disposizione dei prefetti per pattugliare il territorio e garantire il rispetto delle misure di contenimento dell’epidemia emanate dal Governo. Infine, 60 militari del reggimento Genio ferrovieri sono impegnati sul fronte del traffico merci sulla rete ferroviaria per garantire la circolazione dei beni.

Cristina Gauri

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