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Bolzano, 30 giu – La furia iconoclasta in brache di cuoio e calzettoni bianchi prosegue diuturna. I talebani sudtirolesi del partito della Klotz, dopo aver chiesto la rimozione di ciò che resta del monumento all’Alpino di Brunico, hanno messo gli occhi su via Amba Alagi a Bolzano. Infatti, hanno presentato una mozione in consiglio provinciale con la quale chiedono, per la stessa, il cambio di denominazione, in quanto: «Ricorda una battaglia dove sono morti sedicimila nemici in Etiopia con l’uso di gas tossici diffusi dall’alto», chiaramente confondendo la battaglia dell’Amba Alagi del 1895 con quella dell’Amba Aradam del 1936, battaglia, quest’ultima, a cui non è stata dedicata alcuna strada in Alto Adige.

Atteggiamento antistorico? Ecco qualche esempio

Se anche da parte italiana si volesse assumere lo stesso atteggiamento antistorico nei confronti dei tirolesi, non ci sarebbe che l’imbarazzo della scelta. Si potrebbe iniziare dal “padre” dell’autonomia altoatesina Silvius Magnago, a cui è intitolata la piazza antistante al palazzo della provincia in Bolzano. Magnago fu fautore dell’apartheid tra italiani e tedeschi. Una delle sue frasi più apprezzate dagli estremisti “sudtirolesi” la pronunciò il 15 dicembre 1957 a Silandro: «La separazione deve essere nettissima ed assoluta, fin dagli asili d’infanzia, dalle scuole, in tutta la vita sociale». Si potrebbe passare poi al “nonno” della causa tirolese, Andreas Hofer, a cui sono stati dedicati in provincia di Bolzano strade, piazze e monumenti. Lo ricordiamo quando, a capo del suo governo provvisorio ad Innsbruck, nel 1809 abolì tutte le guarentigie che i franco-bavaresi avevano concesso agli ebrei ed ai protestanti, ricacciandoli nella loro condizione di emarginati, e soppresse tutti i diritti civili riconosciuti alle donne, riconducendole al loro primitivo stato di soggezione.

Nel suo “Mandato sul buoncostume” affermò che «molti dei difensori della Patria sono adirati perché le donne si coprono il petto e le braccia troppo poco o con veli trasparenti, e in tal modo provocano stimoli peccaminosi, che devono dispiacere altamente a Dio». Che dire poi del monumento dedicato a Teodorico, edificato nel 1907 in piena tedeschizzazione forzata della città di Bolzano? Il manufatto, che effigia il re ostrogoto mentre sottomette e mortifica re Laurino, vuole rappresentare la forza teutonica che umilia i pavidi italiani.

Un bel tacer…

Per non tacere dei vari rinnovi del patto antinapoleonico del 3 giugno del 1796 tra i Tirolesi e il Sacro cuore di Gesù, sempre accompagnati dall’accensione di fuochi sulle pendici dei monti altoatesini. Degni di nota, tra gli altri, sono il rinnovo del 1870 in cui veniva chiesto di abrogare la libertà di culto per i non cattolici, o quello del 1876 quando furono appiccati centinaia di fuochi per protestare contro l’autorizzazione imperiale che aveva consentito, sia pure solo in privato, agli evangelici di professare la loro religione. Ci rivolgiamo quindi ai secessionisti iconoclasti “sudtirolesi” consigliando loro quanto Iacopo Badoer fece dire ad Ericlea a conclusione del suo monologo: «Un bel tacer mai scritto fu».

Eriprando della Torre di Valsassina