Roma, 24 mag – La scuola italiana in ostaggio di Greta. Come se l’istituzione in Italia non avesse già abbastanza condizionamenti,  a partire dall’indottrinamento operato dai prof rossi figli del 6 politico, che da un capo all’altro dello Stivale si prodigano nell’inculcare la vulgata autorazzista-immigrazionista-filoeuropeista-filopartigiana alle giovani menti.

Ostaggi del Greta-pensiero

La novità di questi giorni invece riguarda “l’emergenza clima” tanto gridata dalla piccola Cassandra con le trecce: ha convinto tutti così bene che ora le scuole dichiarano lo “stato di emergenza climatica”. Il primo a farlo, come riporta Agi, è stato l’Istituto comprensivo Capasso – Mazzini di Frattamaggiore, in provincia di Napoli, il 14 maggio, seguito dal Majorana di Grugliasco e il Notarangelo – Rosati di Foggia. I dirigenti di questi istituti hanno firmato un documento per fare pressione sulle istituzioni perché si prendano provvedimenti “efficaci nel contenere gli effetti del collasso climatico e dell’estinzione di massa del vivente”. 

Teachers for future

La dichiarazione è stata redatta nientemeno che dai Teachers for Future (Tff), nati dalla costola del #FridaysforFuture, il movimento globale di adolescenti lobotomizzati dallo sguardo vitreo di Greta Thunberg. Il programma? Sembra scritto da dei marziani che non hanno mai messo piede in una scuola italiana. “Emissioni zero per l’istituto scolastico”, che si realizza con “coibentazione, efficientamento e risparmio energetico dell’edificio”. Ma chiedono anche “emissioni zero per i trasporti, acquisto di carta esclusivamente riciclata, consumo di prodotti a km 0” nelle mense, “taglio netto della plastica” e la creazione di “orti scolastici”. Troviamo poi la proposta di eliminare la carne dal menu delle mense (ma a che titolo?). Insomma, poco importa se i soffitti crollano: l’importante è avere il menu vegano.

Il Miur fa l’indiano

I docenti si erano rivolti già lo scorso 15 marzo al ministro dell’istruzione Bussetti chiedendo al Miur di “aggiornare le linee guida per la gestione dell’emergenza climatica in modo tale da concedere spazio, sia presso le discipline scientifiche che umanistiche, all’attuale emergenza ambientale ed ecologica”. Una richiesta di sottrarre tempo, quindi – come se ne avanzasse – all’insegnamento per indottrinare i bambini al verbo di Greta.  Ma a distanza di due mesi gli insegnanti sono delusi. “Se aspettiamo che il Miur si allinei probabilmente passeranno anni”, ha dichiara all’Agi Monica Capo, portavoce del movimento Teachers for Future. Ambizioni alte e fuori proporzione le sue, dal momento che, prima di pensare all’ambiente, forse andrebbe dato un occhio allo stato di degrado e di carenza di manutenzione delle strutture scolastiche sul suolo nazionale. Poi rinsavisce. “Qua ci piove in classe – racconta la  Capo – Prima dei pannelli solari vorremmo dei tetti che coprano per bene”. Ubi maior

Cristina Gauri

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  1. Nessuno che chieda ad Elton John quanto ha inquinato per far arrivare il latte materno in aereo dagli Stati Uniti per compensare il suo capriccio?

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