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Firenze, 22 apr – Da lunedì 20 aprile è iniziata la distribuzione gratuita a tutti i cittadini, nelle farmacie e nei supermercati, delle mascherine della Regione Toscana. Per l’esattezza la Regione mette disposizione 1,5 milioni di mascherine al giorno, con la distribuzione avviata in 1.150 farmacie e 230 supermercati che al momento hanno sottoscritto l’accordo. Un solo componente di una famiglia, ha fatto sapere la Regione, può recarsi presso uno di questi punti accreditati e ritirare per tutti un kit di 5 mascherine alla volta “per un massimo di 6 volte nell’arco di 30 giorni per singolo componente familiare, di età superiore a 6 anni, con tessera sanitaria o in possesso di codice fiscale”.



Chi legge questo giornale sa che non risparmiamo critiche, anche dure, alla giunta toscana guidata dal governatore dem Enrico Rossi. Ma in certi casi è doveroso non venir meno all’onestà intellettuale, a prescindere da appartenenze politiche e riferimenti ideali. Dunque brava Regione Toscana, gran bella iniziativa, non c’è che dire. Peccato però che la stessa Regione Toscana abbia deciso di pubblicizzarla, questa lodevole iniziativa, con un bel volantino in cui campeggia il simbolo del Partito Democratico. Come potrete “apprezzare” con i vostri occhi, nel flyer diffuso sui social ad esempio dal vicepresidente del Consiglio regionale, Lucia De Robertis, accanto allo scontato logo della Regione è stato inserito pure quello del partito al governo.

Mascherine del Pd o della Regione?

Viene quindi da chiedersi: l’iniziativa è della Regione o del Pd? Le mascherine sono messe a disposizione dalla Regione o dal Pd? Farmacie e supermercati dovrebbero magari esporre un volantino con il simbolo del Pd? Ma soprattutto: è stata la Regione oppure il Pd a procurarsi con i propri fondi milioni di mascherine da distribuire ad altrettanti cittadini? In attesa della gentil risposta della Regione, o del Pd, visto che a ben vedere per qualcuno non c’è differenza, in Toscana piovono critiche su queste mascherine da parte di alcuni farmacisti. La Regione, con una nota, ha comunicato che “la tipologia è quella delle mascherine in tessuto non tessuto, prodotte in Toscana grazie al neonato ‘distretto delle protezioni’ capace di garantire una produzione da 1 milione di pezzi ogni giorno, e quelle chirurgiche standard acquistate da Estar nelle ultime settimane, 500 mila al giorno”.

Critiche di alcuni farmacisti

Eppure il dottor Marco Lazzerini, titolare della farmacia San Marco di Livorno, con un video (poi rimosso) pubblicato su Facebook ha tuonato: “Sicuramente sono più scomode di quelle chirurgiche gli elastici tirano troppo e la mascherina non aderisce comunque bene perché priva di un fil di ferro o altro materiale che permetta di modellarla sul volto. È indubbio che così passa più area”.“ Critico anche il farmacista maremmano, Niccolò Mori, (anche in questo caso il video a riguardo risulta rimosso), perché le mascherine presenterebbero “grossi problemi: non sono ergonomiche e non sono garantite nichel free o latex free”.

Affermazioni, queste ultime, che non sono affatto piaciute al consigliere regionale Leonardo Marras: “Quel video è stato inoltrato all’avvocatura regionale per valutare gli estremi per una querela. Le mascherine – ha detto Marras – sono state certificate e classificate come ‘Toscana 1’ ossia quelle prodotte dalle imprese toscane e sono lavabili”. Non ne dubitiamo, sarà senz’altro come dice il consigliere regionale. Ma il simbolo del Pd per pubblicizzarne la diffusione la Regione intende rimuoverlo o è troppo impegnata a valutare querele nei confronti di un farmacista che le distribuisce?

Eugenio Palazzini



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