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Roma, 12 apr – Un gommone grigio con 100 immigrati. E’ questo il “regalo di Pasqua” che si sono visti recapitare poco fa gli abitanti di Pozzallo, nel ragusano. E’ uno dei tanti sbarchi “autonomi” – apparentemente non supportati, cioè, da Ong e vari servizi taxi per clandestini. Complici sicuramente il bel tempo e il mare calmo, il flusso delle migrazioni ha ripreso gradualmente a manifestare la propria presenza nel Mediterraneo. E la ripresa del fenomeno in relazione alla l’emergenza epidemica in corso non può non preoccupare autorità e cittadinanza.

Secondo le agenzie stampa gli immigrati avrebbero raggiunto il porto di Pozzallo “in modo autonomo”, anche se, secondo fonti locali, il barcone di sarebbe staccato da una non ben identificata e alquanto misteriosa “nave madre”. In un primo momento i passeggeri del gommone, tutti uomini, non sarebbero stati fatti sbarcare subito perché proprio a Pozzallo, nei giorni scorsi, si era verificato il primo caso di immigrato trovato positivo al Covid-19. Si trattava di un 15enne egiziano arrivato a Lampedusa, in seguito trasferito nell’hotspot della cittadina ragusana. La struttura era stata chiusa in relazione all’episodio. 

Secondo  quanto riportato da Il Sicilia lo sbarco è stato completato e una ventina di persone sono state già controllate e sottoposte al controllo della temperatura. Nelle prossime ore sarà possibile capire quale sia la soluzione migliore per i cento clandestini – un problema che è destinato a ripresentarsi nei prossimi giorni.

“Italiani chiusi in casa, immigrati già arrivati in Sicilia col virus e, anche oggi, clandestini liberi di sbarcare. Basta!”. Lo dice il leader della Lega Matteo Salvini, commentando l’arrivo a Pozzallo. Gli fa eco il deputato nazionale leghista Nino Minardo: E’ assurdo, irrispettoso per la Sicilia, offensivo per i Siciliani, irriguardoso verso le Istituzioni dell’Isola – sottolinea – questo ennesimo atto di prepotenza di chi autorizza uno sbarco di migranti al porto di Pozzallo in questi giorni di straordinaria emergenza epidemiologica. Un gesto arrogante verso la nostra gente, scavalcando il Presidente, dopo il caso del ragazzo egiziano risultato positivo al Covid -19 e ancora in isolamento al porto”.

Nel frattempo si va verso una soluzione per i 156 immigrati recuperati dalla Alan Kurdi della Ong tedesca Sea Eye, attualmente al largo delle coste occidentali della Sicilia. Messa da parte l’ipotesi dello sbarco in un porto italiano, con il supporto della Guardia costiera verrà scelta una nave dove verrà effettuato il trasferimento dei clandestini per la quarantena ed i controlli sanitari di rito. Dovremo quindi occuparcene noi, anche se in alto mare. Lo prevede un provvedimento firmato dal capo della Protezione civile, Angelo Borrelli, su richiesta del ministro delle Infrastrutture e Trasporti, Paola De Micheli. “L’intervento di natura umanitaria non può avvenire con lo sbarco presso i porti italiani, a causa della forte pressione organizzativa e sanitaria, in questa fase emergenziale da Covid 19. Pressione che renderebbe complesso affrontare l’accoglienza in piena sicurezza per i soccorritori e per le persone soccorse”.

Cristina Gauri

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Classe 1977, nata nella città dei Mille e cresciuta ai piedi della Val Brembana, dell’identità orobica ha preso il meglio e il peggio. Ex musicista elettronica, ha passato metà della sua vita a fare cazzate negli ambienti malsani delle sottoculture, vera scuola di vita da cui è uscita con la consapevolezza che guarire dall’egemonia culturale della sinistra, soprattutto in ambito giovanile, è un dovere morale, e non cessa mai di ricordarlo quando scrive. Ha fatto uscire due dischi cacofonici e prima di diventare giornalista pubblicista è stata social media manager in tempi assai «pionieri» per un noto quotidiano sabaudo. Scrive di tutto quello che la fa arrabbiare, compresi i tic e le idiozie della sua stessa area politica.

5 Commenti

  1. Poi dicono che mancherebbero gli immigrati per raccogliere pomodori e asparagi nei campi.. Senza contare tutti quelli già presenti in Italia da anni, che non risulta siano tornati a casa loro. E qualcuno vorrebbe obbligare gli italiani a fare lavori da pakistani e africani.. Vero, Meloni?!

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