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Rosarno: immigrato accoltella carabiniere, lui spara e lo uccide

by Nicola Mattei
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tendopoli san ferdinando immigratoRosarno (Rc), 8 giu – Era intervenuto per sedare una rissa, si è ritrovato ferito da fendenti di un coltello e non ha esitato a sparare, uccidendo sul colpo l’aggressore. E’ successo stamattina nella tendopoli di San Ferdinando a Rossano, nella piana di Gioia Tauro, dove vivono accampati centinaia di immigrati che forniscono manodopera a basso costo per la raccolta delle arance. Protagonisti della vicenda appunto un immigrato – che ha avuto la peggio – e un carabinieri.

Stando alle prime ricostruzioni, la lite – che ha avuto luogo in una specie di bar abusivo nato nel mezzo della tendopoli – sarebbe sorta fra due “residenti” della stessa, a seguito delle accuse di furto rivolte a Sekine Trioré, 27enne originario del Mali. Il giovane avrebbe, ad un certo punto, estratto un coltello da cucina minacciando i presenti, che hanno allertato i Carabinieri. Giunti sul posto, i militari si sono trovati a fronteggiare i maliano che, secondo le testimonianze, si trovava in evidente stato di agitazione, forse per abuso di alcol o altre sostanze. Nonostante i numerosi tentativi di ricondurlo alla ragione e riportare la calma, Trioré avrebbe aggredito gli uomini dell’arma, ferendo entrambi: per tutta reazione, uno dei due ha estratto la pistola di ordinanza facendo fuoco, colpendo l’immigrato all’addome. A nulla è servito il ricovero d’urgenza presso l’ospedale di Polistena, dove il giovane è deceduto poco dopo a causa della gravità della ferita.

“Il carabiniere dovrà essere iscritto nel registro degli indagati“, spiega il Procuratore di Palmi, Ottavio Sferlazza, intervenuto immediatamente sul luogo dell’evento. Un atto dovuto, “ma il quadro che si delinea – precisa sempre Sferlazza – é di una legittima difesa da parte del militare”.

Nicola Mattei

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3 comments

Martino 8 Giugno 2016 - 10:45

Ditemi dove lo seppellite, che vado a pisciarci sopra.

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Anonimo 8 Giugno 2016 - 11:30

Purtroppo non era Steven Segal , e non aveva una baionetta al seguito quindi l’unica arma di difesa era l’arma in dotazione
Non mi sento giudicare , una morte è sempre una morte , ma qui il caso era solo questione di tempo ,quando qualcuno viene abituato a far ciò che vuole a casa d’altri , invece di ringraziare , il caos può portare a difendersi , il chè in questo caso ha portato ad una situazione che ormai è alla deriva
Quando un carro è abbandonato dal suo cocchiere ed prima o poi può uscire di strada ma a pagare solo le ruote del carro , quando c’è gente profumatamente pagata per evitare a monte questo marasma

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sebastiano da reggio calabria 9 Giugno 2016 - 10:13

non solo alla ndrangheta fa comodo tutta questa nuova schiavitù a disposizione. servi dei servi dei servi dei servi degli abominevoli capi dell’europa.

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