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Roma, 2 apr – Rt nazionale sotto la soglia di rischio (0,98), incidenza settimanale per 100mila abitanti in calo (232) ma oggi, con il cambio dei colori, nove regioni resteranno in zona rossa. Dopo Pasqua dunque nessuna regione dovrebbe passare in zona arancione (la zona gialla è abolita per decreto fino al 30 aprile). Ci spera solo il Veneto, con il governatore Luca Zaia che annuncia che tra martedì e mercoledì la regione sarà arancione.



Ecco le regioni che rimangono in zona rossa

Vediamo nel dettaglio i colori delle regioni in attesa della cabina di regia e dell’ordinanza del ministro della Salute Speranza prevista, come di consueto, per oggi pomeriggio. Restano in zona rossa, perché con incidenza superiore a 250 casi settimanali per 100mila abitanti: Calabria, Campania, Emilia-Romagna, Friuli Venezia Giulia, Lombardia, Piemonte, Puglia, Toscana, Valle d’Aosta, Veneto (che, come detto, spera nell’arancione). Marche e provincia autonoma di Trento, attualmente in zona rossa, questa settimana hanno invece dati da arancione e sperano di allentare le restrizioni a partire dal 13 aprile.

E quelle che sono in zona arancione

Attualmente sono in zona arancione Abruzzo, Basilicata, Lazio, Liguria, Molise, Sicilia, Sardegna, Umbria e Provincia autonoma di Bolzano. Dati alla mano, dunque sarà questo il quadro post Pasqua. Da sabato in poi invece scatterà il lockdown nazionale fino a Pasquetta compresa.

Iss: “Ancora 14 regioni con tasso di occupazione terapia intensiva sopra soglia critica”

Dal canto suo, l’Istituto superiore di sanità riporta che ci sono ancora 14 regioni che hanno un tasso di occupazione in terapia intensiva e/o in altre aree mediche sopra la soglia critica. Il tasso di occupazione in terapia intensiva a livello nazionale è complessivamente in aumento e appena sopra la soglia critica: 41% rispetto 39% della scorsa settimana.

Adolfo Spezzaferro



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