Roma, 13 set – I 16 imputati nel processo per il Presente a Sergio Ramelli del 29 aprile 2013 e accusati di apologia di fascismo, sono stati tutti assolti dalla Corte di Appello di Milano. Per l’ennesima volta dunque viene ribadito dai giudici che i saluti romani a una commemorazione non sono affatto un reato. Si tratta però di un’assoluzione particolarmente significativa, perché la commemorazione dell’aprile del 2013 fu la prima ad essere oggetto di una denuncia. Quindi adesso non esistono precedenti di condanna per casi simili e anzi questa sentenza va ad aggiungersi alle altre assoluzione più volte decise della Cassazione.

Ad esempio nel dicembre 2017, la I sezione di Cassazione dichiarò inammissibile il ricorso presentato dalla procura generale di Milano contro la sentenza con la quale la Corte d’Appello del capoluogo lombardo aveva confermato l‘assoluzione del vicepresidente di CasaPound Italia Marco Clemente e di un altro militante del movimento, processati proprio per aver fatto il saluto romano durante una commemorazione (29 aprile 2014) di Sergio Ramelli, studente del Fronte della Gioventù ammazzato a Milano nel 1975 a colpi di chiave inglese da militanti di Avanguardia Operaia.

La Russa dedica l’assoluzione a Fiano


“Un’altra assoluzione, due su due. La dedico al mio amico Fiano, perché è venuto il tempo di distinguere il grano dal loglio: una cosa è il rispetto e la tutela dell’ordine democratico e un’altra inseguire fantasmi che non esistono”. Così Ignazio La Russa, senatore di Fdi, ha commentato la sentenza della Corte di Milano. La Russa tra l’altro, da avvocato, ha preso parte al collegio difensivo degli imputati assolti.

Alessandro Della Guglia

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