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Roma, 25 mag – Più o meno ogni volta che Roberto Saviano dice la sua potremmo fare un gioco: azionare un qualunque cronometro digitale e attendere senza troppa ansia, dopo al massimo 24 ore qualcuno lo manderà gentilmente a quel paese. Eppure il nientologo osannato dalla sinistra chic è riuscito nel tempo a sparare talmente tante fesserie che ormai è quasi apprezzabile quando ne tira fuori un’altra, obiettivamente è una dote rara avere così tanti conigli nel cilindro. L’ultimo Saviano l’ha tirato fuori durante la trasmissione Che tempo che fa, condotta su Rai 2 da Fabio Fazio.



Le parole di Saviano

Affrontando il drammatico tema dell’usura e di come la criminalità organizzata reperisca “clienti” da strozzare, l’autore di Gomorra ha dichiarato: “Semplicemente segue il percorso dei soldi. A un certo punto, quando un’azienda inizia ad andare in crisi, loro avvicinano i commercialisti. E il commercialista, cioè una persona di cui ti fidi, spesso ti dice ‘c’è quella società, c’è quella persona che è interessata’. Quando non è quella strada, perché hai la fortuna di avere dei professionisti seri, ci sono moltissime altre strade: le banche, il consulente che ti dice di andare in quel posto piuttosto che in un altro”. Ora, inutile dire che se tutto questo corrispondesse al vero, Saviano essendone a conoscenza dovrebbe quantomeno provvedere a denunciare i commercialisti che agiscono in tal modo. Altrimenti le sue sono illazioni indecenti nei confronti di un’intera categoria o quasi, fatta eccezione appunto per “i professionisti seri”.

La rabbia dei commercialisti

Quali sono questi ultimi e quali quelli che danno in pasto le persone agli usurai? Senza prove, documenti, notizie certe, lanciare certe accuse durante una trasmissione tv è piuttosto allucinante. Non a caso i sindacati dei commercialisti sono insorti contro lo scrittore partenopeo, annunciando querela. ”Rabbia ed orgoglio dei dottori commercialisti verso le insinuazioni di Roberto Saviano. I sindacati dei dottori commercialisti e degli esperti contabili promuovono unitariamente una querela, verificatone i presupposti” nei confronti appunto di Saviano, ”per aver ignobilmente avvicinato la categoria dei commercialisti alla criminalità organizzata” nel corso della trasmissione ‘Che tempo che fa’”. I sindacalisti fanno presente inoltre che ci sono commercialisti che hanno pagato a caro prezzo la loro attività specchiata. ”È il caso di ricordare che la categoria non solo costantemente collabora con la giustizia nelle attività di repressione del crimine organizzato, ma ci preme ricordare i colleghi che, privi delle tutele e del clamore mediatico riservato a Saviano, hanno pagato il loro contributo con la vita”, spiegano i sindacalisti.

‘Il gratuito attacco ci ferisce, ci umilia e ci colma di rabbia”, si legge ancora nella nota sindacale. ”Siamo in questi giorni come mai vicini ai nostri clienti. Condividiamo con loro le difficoltà che la situazione sanitaria ha indotto nell’economia. Quotidianamente facciamo fronte a leggi ora annunciate, poi emanate, poi rettificate in un ginepraio di burocrazia infinita. Mai domi, mai rassegnati. Cose che dalla cattedra da cui si sparano facili sentenze è difficile non solo capire, ma anche immaginare. Tanto non fa audience”. Decisamente forte anche la presa di posizione di Massimo Miani, presidente del Consiglio nazionale dei commercialisti: “Sostenere che i commercialisti italiani segnalano alla criminalità le aziende in crisi è quanto di più lesivo della onorabilità di 120mila professionisti economici quotidianamente in campo per la legalità, oltre che al fianco di imprese e cittadini di questo Paese”. Secondo Miani le parole di Saviano sono quindi “di una gravità assoluta” e “già nelle prossime ore valuteremo la possibilità di adire le vie legali per difendere il buon nome della nostra professione”.

Alessandro Della Guglia

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3 Commenti

  1. “il buon nome della nostra professione”

    Vil razza dannata che campa da saprofita sulla scellerata giungla fiscale di questo miserabile stato da operetta, inviando spesso e volentieri i suoi emissari (Tremonti, Verdini, Zanetti ) al parlamento/governo per perpetuare la situazione. Che schifo,

  2. I querelanti mi pare che siano considerati da tutti i massimi esperti in evasione fiscale, loro e dei loro clienti. Non vedo lo scandalo in quel che ha detto Saviano.

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