Pozzallo 19 feb — Sbarchi, si accorciano i tempi di attesa per le solerti Ong e il loro carico di clandestini. Dopo aver girovagato per 5 giorni nel Canale di Sicilia la Ocean Viking di Sos Méditerraneé ha attraccato stamattina a Pozzallo con 247 immigrati a bordo, di cui l’Italia dovrà farsi carico. Cinque lunghi giorni in cui la nave battente bandiera norvegese avrebbe potuto “portare in salvo” i propri passeggeri, magari in un altro dei Paesi europei che sponsorizzano l’accoglienza ma che di fatto chiudono porti e confini. Come, ad esempio, la Spagna, dove la maggior parte delle Ong sverna.

Sbarchi, la Ocean Viking arriva a Pozzallo

Infatti la Sea Watch 4 è partita sabato scorso proprio da Burriana, e adesso si trova alle porte della Libia, esattamente davanti alle coste della città di Zuara, probabilmente in attesa di qualche “prezioso carico di vite umane” per citare una frase del pasionario Saviano. In tutto questo c’è il silenzio del governatore siciliano (impegnato già nella campagna elettorale e nel tenere buoni gli alleati) e della titolare del ministero degli Interni Lamorgese. Silenzio assordante sulle cifre degli sbarchi che sono già ampiamente raddoppiate rispetto agli ultimi due anni, disastrosi, per non parlare di quelle del 2019 che oggi ci appaiono quasi ridicole.

Ma le Ong non sono l’unica “fonte” degli sbarchi dei nuovi schiavi; proprio stanotte in barca a vela (?!) sono arrivati altri 96 clandestini sulla costa di Isola delle Correnti (SR) punta estrema della Sicilia. Dunque al 18 febbraio siamo già a quota 4263 sbarchi (non considerando i 247 della Ocean Viking e i 96 del siracusano), con il picco di 365 solo in un giorno (il 12 febbraio). Sarà un altro anno da record!

Emanuela Volcan

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