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guardi costieraRoma, 16 feb – Quando il gioco si fa duro, l’Italia cala le braghe. Questa è almeno la conclusione da trarre dall’incredibile fatto successo ieri in pieno Mediterraneo. Uomini armati di kalashnikov, su un barchino, hanno infatti minacciato una motovedetta della Guardia Costiera italiana che stava soccorrendo un’imbarcazione con immigrati a bordo, a circa 50 miglia da Tripoli.

Gli uomini armati hanno intimato agli italiani di lasciare loro l’imbarcazione dopo il trasbordo degli immigrati. E così è avvenuto, dato che incredibilmente il personale a bordo delle motovedette che fanno operazioni di ricerca e soccorso non ha armi.

La motovedetta della Guardia costiera ha lasciato in mare l’imbarcazione usata dagli scafisti, che è finita quindi nelle mani degli uomini armati a bordo del barchino e verrà usata quindi usata per per nuovi traffici di carne umana verso l’Italia. I nostri uomini che hanno a che fare nel migliore dei casi con le organizzazioni criminali degli scafisti e nel peggiore con miliziani jiahdisti infiltrati nei barconi affrontano quindi l’emergenza armati solo di buoni sentimenti. Se non è follia questa…

A parte questo disarmante episodio, ieri sono stati undici le imbarcazioni di immigrati intercettati dalla Guardia Costiera. In totale sono stati oltre 2.100 gli immigrati soccorsi nel canale di Sicilia, a circa 120 miglia a sud di Lampedusa e a poche decine di miglia dalla Libia.

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