Roma, 8 lug – Decade il sindaco Coletta, insediatosi nel palazzo di Piazza del Popolo di Latina dopo le elezioni del 3-4 ottobre 2021: il Tar del Lazio ha accolto il ricorso sul voto annullando così la proclamazione degli eletti e l’esito in ventidue sezioni della città pontina. Insieme al sindaco Damiano Coletta, eletto con la coalizione di centrosinistra, decade l’intero Consiglio comunale.

Latina commissariata

Il Tar ha accolto il ricorso sulle elezioni di Latina. I giudici hanno annullato le operazioni elettorali nelle sezioni oggetto di contestazione, ovvero le sezioni 24, 40, 44, 60, 64, 68, 69, 73, 75, 76, 81, 83, 85, 86, 94, 95, 98, 103, 106, 107, 109, 110, e disponendo “la rinnovazione delle operazioni elettorali limitatamente a tali sezioni”. Il ricorso è stato presentato a causa di alcune incongruenze riscontrate nei verbali approvati da diversi presidenti di seggio. A firmarlo sono stati tre candidati non eletti della lista Latina nel cuore, guidata dall’ex sindaco Vincenzo Zaccheo (centrodestra). In pratica i tre candidati Giovanni Monterubbiano, Alessandro Rossi ed Emilio Cerci, chiedevano di annullare l’esito elettorale in 33 sezioni su 116. Secondo i firmatari e i loro avvocati, tra gli errori c’era (per esempio) la mancata corrispondenza tra il numero dei votanti e le schede votate oppure schede votate ma non siglate da tutti i componenti del seggio. Secondo Rossi, Cerci e Monterubbiano, il risultato del primo turno è stato inficiato da un “significativo numero di voti illegittimamente assegnati e di schede elettorali illegittime nei verbali delle sezioni elettorali”. “La mia coscienza è pulita – ha dichiarato l’ormai ex-sindaco all’agenzia Dire – il dato delle sezioni ha evidenziato un problema competenze, ci sono stati scrutatori con inesperienza. Più avanti capiremo le motivazioni della sentenza. Mi riservo di fornire più avanti delle dichiarazioni puntuali, ora è ancora presto. Al momento non ho elementi per ipotizzare delle date per tornare a votare in quelle sezioni e comunque sarà il Ministero dell’Interno a dirlo”. Stando alla sentenza il sindaco e i consiglieri comunali decadono e il Comune sarà retto da un commissario fino alla rinnovazione della tornata elettorale del primo turno nelle 22 sezioni del capoluogo.

La sentenza

Il Tar è durissimo nella sentenza. Ecco cosa dicono i giudici: “Il risultato elettorale è viziato dalle gravi violazioni di legge riscontrate nelle operazioni di voto e di scrutinio in molti Uffici elettorali di sezione (hic inde anche Sezioni), come risulta dai rispettivi verbali, con specifico riferimento al numero di schede autenticate e bollate e dalla discrepanza tra numero di schede vidimate, numero di voti espressi e numero di schede vidimate non utilizzate, indicatori del verificarsi del fenomeno comunemente descritto come schede ballerine”. In alcune sezioni – continua il tribunale amministrativo – non sussiste la necessaria corrispondenza tra il numero delle schede complessivamente autenticate e la somma delle schede utilizzate dagli elettori e di quelle autenticate ma non utilizzate, in altre non sussiste la corrispondenza tra elettori votanti e numero di voti espressi, in altre il numero di schede autenticate è superiore al numero di elettori, in altre a causa delle omissioni dei verbali non è possibile effettuare un esatto conteggio, in altre è stato autenticato un numero maggiore di schede rispetto al numero di elettori, ed ancora, in altre sono presenti nei verbali evidenti correzioni ed abrasioni”. In sostanza – dicono i giudici – “è evidente che dietro l’apparente minimo scarto tra il numero delle schede autenticate come risultante dai verbali delle Sezioni sopra citate, e quello delle schede autenticate adoperate effettivamente dagli elettori e di quelle non utilizzate, effettivamente rinvenute dalla Prefettura, può nascondersi il fenomeno della c.d. scheda ballerina (consistente nel far uscire dal seggio una scheda vidimata e non votata, sulla quale viene poi scritto il nome del candidato e consegnata all’elettore che, entrando nel seggio, ritira la scheda bianca assegnatagli, depositando nell’urna non già quest’ultima ma quella consegnatagli all’esterno del seggio) destinato a incidere sulle correttezza del voto in maniera esponenziale e non determinabile a priori.

Imbarazzo Coletta

Una situazione che imbarazzante è dire poco per Damiano Coletta e la sua coalizione di centrosinistra: una giunta sciolta a soli pochi mesi dall’insediamento per un’accusa che si avvicina a quella di veri e propri brogli elettorali. Insomma, dopo essere stato il cavaliere della cancel-culture antifascista contro la toponomastica dei parchi di Latina (già Littoria dal 1932) ora si ritrova a doversi difendere da una nuova tornata elettorale macchiata dalle irregolarità e da un commissariamento senza precedenti per la città.

Sergio Filacchioni

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2 Commenti

  1. Burletta elettorale altro che inesperienza… come il governo di certi, tanti democratici del nulla.

  2. TE PAREVA ! ! ! SINISTRA, sempre la SINISTRA ma lavora in nome e nell’interesse della democrazia ! Si , la sua ,

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