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containerRoma, 7 apr – Una storia agghiacciante che viene dal mondo dell’immigrazione est-europea: una ragazzina 13enne, di origine rumena, è stata ridotta in schiavitù dai suoi stessi familiari, allevata nel degrado e nell’analfabetismo, costretta a mendicare e infine a prostituirsi. La vittima viveva in un container alla periferia ovest di Roma. I genitori, partiti per l’America, l’avevano “affidata” alle zie e alla nonna. Le indagini sono scattate nel dicembre del 2014 quando la polizia ha trovato la minore in compagnia di un uomo di 67 anni, nell’area di parcheggio di un supermercato. L’uomo è stato arrestato per tentata induzione alla prostituzione e gli agenti hanno voluto approfondire le ricerche.

La storia raccontata in quell’occasione dalla minore ha fatto gelare il sangue agli inquirenti: sembrerebbe che la ragazzina sia stata allevata col solo scopo di accrescere il reddito della famiglia. Alle operatrici poi incaricate di seguirla, ha confidato che sia lei sia le sue sorelline, erano costrette a chiedere l’elemosina e quando non ricevevano gli ordini ricevuti venivano punite e prese a cinghiate, lasciate nude e bagnate con l’acqua gelata fuori dal container nel quale vivevano. Alla fine era arrivato anche lo sfruttamento sessuale: la giovane doveva intrattenersi con alcuni uomini, mandati dalla zia, che in compenso le offrivano dai 50 ai 70 euro.

Ora la bimba vive presso una casa famiglia, per ordine del giudice alla minore è stata vietata la visita di qualsiasi familiare, mentre le indagini sono proseguite. Ulteriori testimonianze hanno portato a individuare altri tre adulti che in passato avrebbero approfittato della 13enne e che sono stati denunciati. Inoltre quattro ordinanze di custodia cautelare sono state emesse nei confronti delle zie della piccola, e della nonna, accusate di associazione a delinquere, sfruttamento della prostituzione minorile, falsità ideologica e sostituzione di persona, mentre i genitori sono stati denunciati per abbandono di minore. Per l’arresto della nonna, scappata in uno sperduto villaggio della Romania, è stato necessario un mandato di cattura europeo e l’aiuto della polizia locale. Tempi più lunghi invece per la 26enne che comunque dovrebbe essere estradata nei prossimi mesi.

Giuliano Lebelli

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6 Commenti

  1. I subumani descritti nell’articolo non sono “rumeni” ma zingari. Se non siete d’accordo vuol dire che considerate Balotelli vostro consanguineo.

    • Una mia amica è della Romania e precisa sempre che è Rumena e non Rom e si secca se confondo le cose

    • Veramente sono del sub e Balotelli non è siciliano né palermitano sicuramente è un cittadino Italiano ma dire che è un palermitano è diverso da dire nato vissuto a Palermo

      • Al sub abbiamo avuto occupazione di tutti i tipi tranne quella africana , quindi la media carnagione scura ed anche chiara per ovvi motivi arabo normanne e goti e visigoti e nord Italia , poi alla fine angloamericana cui facevano parte tantissime nazioni estere e dai mille colori

  2. Ad integrazione di quanto sopra: non era una precisazione con finalità valutative sul merito di uno o dell’altro gruppo etnico, ma piuttosto una considerazione di metodo, se conta il dato biologico per gli italiani conta anche per gli altri.

  3. Perché non chiudere pure in cella per sempre i grandi clienti che andavano con la ragazzina di 13 anni ?

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