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scontri cinesi poliziaFirenze, 30 giu – Mille cinesi contro le forze dell’ordine. Cariche di alleggerimento, lanci di bottiglie, 3 feriti tra i manifestanti orientali e 4 tra polizia e carabinieri. L’Osmannoro, zona periferica del Comune di Sesto Fiorentino, territorio a metà tra Firenze e Prato noto per il gran numero di capannoni che ospitano centinaia di aziende cinesi, ieri si è trasformato in un vero e proprio campo di battaglia. Il “casus belli” sarebbe stato un controllo da parte della Asl ad un “capannone alveare” che ospita decine di ditte cinesi. Gli addetti dell’Asl accompagnati da alcuni agenti avrebbero rilevato delle irregolarità, cosa che avrebbe suscitato la reazione del titolare che si sarebbe messo a spintonare il personale dell’Asl e le forze dell’ordine utilizzando il figlio di pochi mesi come scudo.

Diversa la ricostruzione della comunità cinese, che parla di poliziotti che avrebbero loro spintonato il nonno del bambino, causando il ferimento del piccolo. Quale che sia la “verità”, le condizioni igienico sanitarie e il trattamento dei lavoratori all’interno dei capannoni di Prato solitamente non spiccano per gli standard elevati.  Dopo questa prima “scaramuccia” un gruppo di cinesi si è barricato all’interno del capannone. A quel punto è intervenuta la celere con alcune cariche di alleggerimento, causando l’arrivo di alcune centinaia di cinesi in supporto dei loro connazionali. Nonostante la situazione sembrava essere ormai sotto controllo, dopo l’apertura di uno dei cancelli del capannone dove i cinesi si erano asserragliati, sono scoppiati nuovamente degli incidenti, con i cinesi che si sono prodotti in un fitto lancio di pietre, bottiglie e oggetti vari contro le forze dell’ordine.

Addirittura un’ambulanza che si era recata lì per soccorrere uno degli agenti feriti è stata circondata per oltre un’ora dai cinesi. L’arrivo in serata del console cinese sembrava aver posto definitivamente fine alla rivolta, che è invece nuovamente scoppiata in serata, dove l’arivo di una bandiera rossa delle Repubblica popolare della Cina è stata accolta da un applauso, mentre un improvvisato corteo ha visto centinaia di persone manifestanti cantare l’inno nazionale cinese. Il numero dei cinesi è arrivato a superare le mille unità e nella nottata sono ripartiti gli scontri. Al termine della battaglia il lungo viale di Sesto Fiorentino era un tappeto di pietre e cocci di bottiglia.

Davide Romano

 

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5 Commenti

  1. Dite quello che volete, ma mi stanno molto di più sul cazzo gli zelanti, pignolissimi burocrati dell’ASL che i cinesi.

  2. Fanno bene … aprono i ristoranti cinesi e noi andiamo a riempirli perchè va di moda il cinese e quindi … iniziamo a disertare i ristoranti che di sicuro ci fa anche bene dato che su 10 ristoranti 9 hanno merce avariata durante i controlli.
    Protestiamo tanto e poi siamo fissi nei bazar dei cinesi, o nei ristoranti o dai parrucchieri .. facendoli arricchire … loro nei nostri negozi non ci mettono piede perchè vanno dai loro connazionali, e fanno bene … tra di loro sono solidali mica come noi.

  3. Sono fortunati che stiano in Italia, i poliziotti cinesi non hanno alcuna remora al contrario dei nostri.

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