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Roma, 17 apr – La campagna vaccini dell’Ue sarà ricordata come uno dei suoi principali fallimenti, data la completa disorganizzazione ed i ritardi continui sull’arrivo delle dosi. Tuttavia, tali difficoltà non possono che addebitarsi in maniera considerevole proprio alla Commissione Europa. Sin dal principio della pandemia, nazioni come Gran Bretagna e Stati Uniti hanno stanziato consistenti fondi, sostenendo la rapida produzione dei vaccini. L’amministrazione Trump già nel gennaio 2020, stanziò 20 miliardi di dollari per favorire la creazione di un siero statunitense. Dando così vita all’operazione “warp speed”. Nel frattempo, nel consesso continentale si attendeva non sappiamo bene cosa.

Vaccini Ue: la Germania gioca sporco?

Si aggiunge ora una novità che genera numerosi sospetti sulle motivazioni della “Caporetto” Ue, dato che nel mese di giugno è previsto l’arrivo di un vaccino tedesco. L’azienda di biotecnologie CureVac ha infatti annunciato il proprio siero, speranzosa di ricevere approvazione dall’Ema entro la prima metà di quest’anno. L’annuncio rende maggiore chiarezza sulle recenti diatribe dell’unione con Astrazeneca e Johnson & Johnson, dato che le reazioni avverse correlate ai due vaccini sembrano rientrare nella media. Tanto più che lo stesso trattamento mediatico non è stato riservato, ad esempio, al Comirnaty di Pfizer-BioNTech. E’ solo un caso che quest’ultimo sia un prodotto anche tedesco?

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Ci troviamo, insomma, dinanzi all’ennesima iniziativa subdola di Berlino nei confronti delle altre nazioni Ue, sui vaccini stavolta? E’ probabilmente ancora presto per poterlo dire con certezza. Tuttavia, è certo che le strane decisioni degli scorsi mesi presagiscano un prolungamento dell’attesa per il raggiungimento dell’immunizzazione totale. Nel frattempo la Germania ha forse già sviluppato il proprio progetto: costringerci alla rinuncia dei vaccini disponibili fino a che non sarà disponibile CureVac. Sulla cui approvazione – ne siamo quasi certi – l’Ema non farà aspettare a lungo.

Tommaso Alessandro De Filippo

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