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Palermo, 27 mar – Era nell’aria da giorni: sulle orme di un tam tam sviluppatosi prima sui social e poi esploso nelle strade, ieri un gruppo composto da una ventina di palermitani inferociti ha assaltato il supermercato Lidl in viale Regione siciliana, tra i più grandi e frequentati del capoluogo. Lo riporta La Sicilia. A Palermo, secondo uno studio della Cgil, un lavoratore su tre è in nero e ora, costretto in casa dalle limitazioni anti contagio, non sa come portare il pane in tavola. Era solo questione di tempo, quindi prima che a qualcuno venisse in mente di organizzarsi con “espropri” guidati dalla disperazione e dalla rabbia, per far mangiare i propri figli.

“Sono entrati, hanno riempito i carrelli di generi alimentari, e raggiunte le casse hanno cercato di forzarle: ‘non abbiamo soldi, non vogliamo pagare’“. I dipendenti del supermercato hanno chiamato polizia e carabinieri, “mentre all’esterno tra la gente in fila, a distanza di un metro come impongono le regole anti Covid-19, è scoppiato il panico. Per diverse ore è stato il caos”, spiega un testimone.

A Palermo, così come in altre città del sud, la situazione sta diventando esplosiva. Per rendersene conto basta farsi un giro sui gruppi Facebook come “Noi”, che raccolgono la rabbia degli ultimi, abbandonati dallo stesso Stato che ora li vorrebbe relegati nel proprio appartamento a cibarsi di aria. “Io non aspetto aprile, sono senza un euro, la mia famiglia deve mangiare – scrive un utente – Perciò senza fare le pecore, scendiamo in piazza e pretendiamo i nostri diritti. Non facciamo chiacchiere, che fanno acidità. Chi fa la pecora e non scende in piazza, per me fa parte dello Stato, senza offesa per nessuno”. “I bambini devono mangiare”, gli fa eco un altro. E ancora: “A casa ci possono stare quelli che hanno lo stipendio fisso, se noi dobbiamo stare chiusi lo Stato ci deve portare il cibo e deve pagare gli affitti, non siamo Cristiano Ronaldo: qui tre quarti di italiani lavora in nero. Ribellatevi”.

La situazione che si ripete in molte città del sud. Come a Bari, dove un commerciante in preda alla disperazione e rimasto senza soldi ha preso a calci i cancelli della banca finché non sono intervenute le forze dell’ordine.

Cristina Gauri

4 Commenti

  1. Secondo me questi stanno approfittando della situazione.non hanno mai lavorato e adesso vogliono i soldi dallo stato vanno arrestati immediatamente.

  2. La crisi nn ha limiti ne confini,le persone nn lavorano tutti con stipendio fisso,altri si arrangiano in nero o hanno un negozio chiuso in attesa della riapertura .Nn siamo egoisti pensiamo anche ad altri.

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