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Antifa poliziaRoma, 24 mag – Le violenze dei centri sociali come “prevedibile reazione” al provocatorio “corteo neofascista”. Non è la solita tesi giustificazionista di un esponente politico di Rifondazione Comunista o Sel ma ad affermarlo è Daniele Tissone, segretario generale del sindacato di polizia Silp-Cgil (già noto alle cronache per lo scandalo dei soldi in nero intascati da alcuni suoi aderenti).



“Come poliziotti Cgil – aggiunge sempre Tissone – ci interroghiamo sull’opportunità di consentire ai neofascisti di Casapound di manifestare per le vie di Roma con simboli, cori e canti inaccettabili per una democrazia, la nostra, che nasce, mai dimenticarlo, dalla lotta antifascista e dalla Resistenza”.

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Sembrano parole di un esponente dei centri sociali piuttosto che di un appartenente alle Forze dell’Ordine che dovrebbe svolgere il suo ruolo, per il quale viene pagato dai contribuenti, in modo super-partes e non politicizzato. Addirittura il comunicato stampa del ‘sindacato di polizia rosso’ viene ripreso da ecn.org/antifa, sito di riferimento per la galassia dell’estrema sinistra.

Se questo è il vento che tira nella Questura romana si capisce come mai gli autori di aggressioni e danneggiamenti durante le manifestazioni dell’estrema sinistra rimangono praticamente sempre impuniti mentre i militanti di CasaPound sono tutt’oggi sottoposti a misure cautelari per aver difeso i residenti di Casale San Nicola.

Lorenzo Berti

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