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Roma, 31 mag – George Soros ha rilasciato un’intervista a Repubblica per esporre il suo pensiero sul difficile rapporto fra Stati Uniti e Cina, ma anche sulla questione del crescente euroscetticismo, soprattutto in Italia. Non ha infatti tardato ad incolpare la stessa Unione Europea per l’ascesa della destra salviniana, volonterosa, secondo lui, di portare il nostro Paese fuori dall’euro e dalla Ue.



Nell’intervista al magnate non può assolutamente mancare la sviolinata ai più fervidi sostenitori della sinistra italiana: “Che cosa sarebbe l’Europa senza l’Italia?”. Non si può avere la certezza sui sentimenti provati da Soros nei confronti del nostro Paese: vero affetto ed ammirazione, o semplicemente un po’ di finta retorica per compiacere gli elettori di +Europa?

L’unico dato certo sono le sue parole, a tratti sconcertanti: “Gli italiani, per ottimi motivi, avevano più fiducia nell’Europa che nei loro stessi governi, ma sono stati maltrattati durante l’emergenza profughi. La Ue ha lasciato tutto il peso a carico del primo Paese in cui arrivavano i profughi, senza alcuna condivisione degli oneri”.

Le operazioni finanziarie del magnate

La riflessione sopracitata non arriva da un uomo qualunque, bensì da colui che ha finanziato personalmente Ong, Rom e movimenti politici; nel biennio 2017-2018, infatti, la fondazione del magnate George Soros ha devoluto più di 8,5 milioni di dollari ai Radicali Italiani, all’Istituto Affari Internazionali, e varie Onlus ed Ong, con un’attenzione particolare ai progetti riguardanti la promozione del fenomeno migratorio.

Soros, il missionario della globalizzazione, non è nuovo a tali attacchi nei confronti dell’Italia. È ricordato, infatti, come uno dei principali fautori del cosiddetto mercoledì nero, giorno che vide una perdita di valore del 30% della lira sul dollaro, a causa proprio del famoso magnate di origini ungheresi.

Soros, oltre al danno, ci rifila pure la beffa

La frase di George Soros, che definisce gli italiani “maltrattati”, è più che sacrosanta, soprattutto se corredata dalla consapevolezza dell’abbandono subìto dalla nostra nazione, proprio per mano dell’Unione Europea. Non ci si dimentichi, tuttavia, che a pronunciare queste parole è la stessa persona che ha finanziato profumatamente le organizzazioni responsabili di aver traghettato migliaia di immigrati in Italia.

Da compassione si tramuta rapidamente in scherno, una presa in giro tanto fastidiosa quanto ridicola, conclusa con una critica alla stessa Unione Europea di cui lui si è sempre eretto a paladino e sostenitore; mentre elargiva milioni di euro a partiti di sinistra ed Ong, infatti, Soros era perfettamente a conoscenza degli accordi sull’immigrazione stretti tra gli Stati dell’Unione, secondo i quali il peso dell’accoglienza sarebbe gravato interamente sul porto di primo approdo, quindi proprio sull’Italia, nella maggior parte dei casi.

Fortunatamente il paladino degli europeisti racimola oramai pochi consensi nel nostro Paese, letteralmente spolpato dalla bramosia di ricchezza degli Stati leader dell’Unione; ciononostante Soros ha voluto ribadire ciò che aveva già affermato nella sua ultima intervista, ossia l’enorme preoccupazione per il crescente sentimento sovranista nella popolazione italiana, concretizzatosi nell’ascesa dei partiti anti Ue ed euro.

Giacomo Garuti



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3 Commenti

  1. altro buon motivo per uscire da questa baracca sgangherata,e tornare alla nostra valuta sovrana:
    come se mancassero…

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