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Roma, 25 ott – Non passa giorno senza che si abbia la notizia di qualche “furbetto” beccato a percepire il reddito di cittadinanza contestualmente all’esercizio di una qualche redditizia attività criminosa. Il sussidio tanto voluto dai grillini si sta insomma rivelando una preziosa fonte di reddito e di arrotondamento per lavoratori in nero, spacciatori, contrabbandieri, rapinatori, rom e immigrati.

L’ultimo caso è stato registrato a Roma, dove una donna di 46 anni aveva trasformato il circolo ricreativo da lei gestito in una centrale di spaccio di cocaina. Secondo quando riferisce Il Secolo d’Italia, al momento dell’arresto eseguito dai militari della Guardia di finanza capitolina, la donna era pronta a vendere 155 dosi di sostanza, per un totale di 38 grammi. Gli uomini delle Fiamme gialle erano rimasti insospettiti dal via vai continuo di gente presso il locale e avevano dato il via alle operazioni di perquisizione. All’esterno la donna aveva addirittura predisposto un sofisticato sistema di videosorveglianza per monitorare il flusso di clienti (o una improvvisa irruzione delle forze dell’ordine). Sono stati sequestrati, oltre alla droga, anche scatole di amminoacidi per il taglio, un bilancino di precisione, un tirapugni, un telefono cellulare e denaro contante. Oltre alla donna i militari hanno denunciato anche un complice, un uomo che la aiutava nelle operazioni di cessione delle dosi. Durante il giudizio con rito direttissimo il giudice ha anche scoperto che l’arrestata percepiva il reddito di cittadinanza e ne ha ordinato la sospensione. Per la pusher una condanna per il reato di spaccio di sostanze stupefacenti.

Cristina Gauri

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