Roma, 12 gen – Cosa si ottiene tagliando fuori da tutto i non vaccinati? Intanto un effetto nefasto per i baristi, già messi a dura prova negli ultimi due anni da lockdown, restrizioni e zone colorate. Il super green pass obbligatorio anche per una tazzina di caffè al bancone – ultima “geniale” idea di un governo allo sbaraglio – sta già allontanando diverse persone dai bar. I dati difficilmente mentono e in questo caso sono piuttosto schiaccianti.

Il super green pass manda (di nuovo) i bar in crisi

“Negli ultimi 20 giorni ci risulta un calo di consumi importante, per esempio della semplice tazzina del caffè, con il 30% in meno di consumi rispetto alla media”, dice a Leggo il presidente di Fiepet Confesercenti di Roma, Claudio Pica. “Questo per un mix di fattori: dalla paura di entrare nei locali all’aumento dello smartworking fino ai contagi. L’introduzione del certificato verde rafforzato ha prodotto un ulteriore calo del 10%”, precisa Pica. Nonostante questo, secondo il presidente Fiepet, la misura introdotta dal governo “è giusta e permette di evitare le chiusure degli esercizi commerciali”.

Curiosa considerazione, d’altronde non si capisce davvero perché gli esercizi commerciali dovrebbero chiudere se non ci fosse il super green pass. Sta di fatto che, sempre secondo Pica, “chi chiede un caffè al banco probabilmente ha poco tempo e non tutti hanno la pazienza di aspettare i controlli. Per non parlare del caos delle verifiche, la procedura è farraginosa”. Già, oltre ad essere meramente punitiva.

Non solo tessera verde

Ma ad allontanare i clienti dai bar, come detto, non è soltanto la tessera verde. I “grandi assenti” sono infatti “in primo luogo i lavoratori dipendenti”. Come mai? Perché “molti sono in smart working, altri magari preferiscono restare in ufficio e fare un break davanti alla macchinetta. Il centro storico, ad esempio, è deserto”, dice Pica. A tutto questo si aggiungono poi i contagi e le quarantene: “Oltre duemila aziende a Roma hanno ridotto l’orario in conseguenza delle quarantene e dei casi Covid che hanno colpito soprattutto i lavoratori, oltre agli imprenditori. Si tratta del 15% dei pubblici esercizi. Mentre circa 600 negozi (il 4%), hanno chiuso temporaneamente”.

Alessandro Della Guglia

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