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Torino, spunta un “cimitero” fuori il centro Amazon: “Qui muoiono i diritti dei lavoratori”

by Davide Romano
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Torino, 17 dic – Proseguono le proteste dei lavoratori Amazon in tutta Italia. Dopo la mobilitazione sindacale senza precedenti di una settimana fa partita dal centro romano di Passo Corese, stamattina fuori dalle sedi di Torrazza (Torino) e Vercelli sono spuntati dei “cimiteri”. “Tombe fittizie recano delle scritte che rappresentano la morte dei diritti fondamentali dei lavoratori della multinazionale”, spiegano in una nota le Mascherine Tricolori. A rivendicare l’azione simbolica è stato infatti il movimento anti-lockdown che ai primi di novembre lanciò pionieristicamente la battaglia contro Amazon. 

Amazon un “cimitero dei diritti”

“In Italia il lavoro non è sfruttamento” si legge sugli striscioni affissi, accompagnati da un tappeto di croci che recano scritte come “ansia” o “precariato”. Del resto i racconti inquietanti relativi alle condizioni dei lavoratori nei centri logistici della multinazionale di Bezos sono ormai una costante, tra chi denuncia di sentirsi come un “robot” e chi pur di tenersi il lavoro è disposto a vivere in un camper. “È ormai noto che il colosso dell’e-commerce sottopaghi i propri dipendenti – si legge ancora nella nota delle Mascherine Tricolori – e non conceda premi o benefit previsti dal contratto nazionale. Nonostante gli incassi milionari della società ai dipendenti è stata riconosciuta una gratifica di soli 300 euro in busta paga. Una miseria rispetto all’aumento del fatturato degli ultimi mesi”.

Insomma i movimenti e i lavoratori non stanno certo chiedendo la Luna, ma solo condizioni più adeguate e bonus maggiori. Anche perché se c’è qualcuno che grazie alla pandemia sta aumentando i propri guadagni è proprio Amazon. Secondo alcune stime dall’inizio della crisi sanitaria il fatturato sarebbe aumentato dell’80%. Basterebbe del resto destinare ai lavoratori una piccolissima parte dei miliardi che Bezos destina a progetti come Blue Origin o per costruire orologi nelle montagne del Texas che segneranno l’ora per i prossimi 10 mila anni.

Lavoratori come robot

“Le persone che lavorano in Amazon sono costantemente sotto pressione, vengono controllate a vista durante turni massacranti e oltretutto hanno quasi tutti un contratto a tempo determinato“, spiegano ancora le Mascherine Tricolori. I dipendenti del gigante dell’e-commerce in tutto il mondo sono ormai più di un milione (solo durante la pandemia ci sono state 427.300 nuove assunzioni). Ma considerando che Bezos ormai può contare su un patrimonio personale (circa 200 miliardi) pari al Pil di nazioni come Grecia o Nuova Zelanda, basterebbe poco per garantire un’esistenza più serena ai propri dipendenti.

Davide Romano

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Fabio Crociato 17 Dicembre 2020 - 10:28

Se vogliamo proprio dirla tutta, fuori dai denti: muoiono i diritti, la libertà, la storia, di lavoratori interni ed esterni, quindi anche di produttori e inventori sui quali si è abbattuta lo strapotere del mondo della finanza (schiacciante politica ed economia), che spreme, succhia, parassita grazie alla ipercentralizzazione globalista distributiva. E’ il settore della distribuzione che esegue, vincola e parassita per conto terzi! Il capitale non etico, saccheggiatore, non ha più novità da rifilarci. “Non sanno più cosa inventare” dicevano in tanti qualche hanno fa. Hanno creato un doppione, il digitale, il virtuale… ma viene gestito malamente e alla giornata. Qui si apre un altro tema non da poco…

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