Roma, 17 dic – Zona rossa dal 24 dicembre al 3 gennaio, e non fino alla Befana, con divieti “mirati”. Questa potrebbe essere la concessione del governo giallofucsia gli italiani per le festività natalizie. Conte sta cercando di trovare la quadra tra i ministri della linea dura – Speranza (Salute), Boccia (Affari regionali) e Franceschini (Beni culturali – e il Pd, da una parte, e il M5S dall’altra, che vorrebbe restrizioni più morbide. Oggi ci sarà quindi un nuovo vertice con i capi delegazione della maggioranza – ieri la capo delegazione di Italia Viva, Teresa Bellanova, era a Bruxelles – per decidere come chiudere il Paese sotto Natale e per quanto tempo.



Zona rossa nei giorni di festa e nel fine settimana 2-3 gennaio

Sul tavolo, a quanto pare, ci sarebbe l’ipotesi di una zona rossa alla vigilia di Natale, Natale e Santo Stefano, alla vigilia di Capodanno e primo gennaio. Più 2 e 3 gennaio, che sono un sabato e una domenica. Pertanto sarà tutto chiuso tranne i servizi essenziali. Quindi niente pranzo fuori al ristorante né spostamenti, neanche all’interno del proprio comune. Chi verrà trovato a circolare per strada nei giorni in cui vigerà ls zona rossa senza un motivo valido – lavoro, salute, necessità – verrà sanzionato con una multa da 400 a 1.000 euro.

Il 19-20 dicembre nessuna restrizione sugli spostamenti

La buona notizia è che il prossimo fine settimana, quello del 19 e del 20 dicembre, dovrebbe essere permesso agli italiani di tornare a casa e ricongiungersi con i propri familiari prima del blocco degli spostamenti. Pertanto, in assenza di restrizioni aggiuntive, ci si potrà muovere tra le regioni inserite nella zona gialla mentre l’arrivo o la partenza dalle aree arancioni sarà possibile per i soli residenti. Allo stato attuale, in base all’ordinanza di Speranza, le regioni arancioni sono Abruzzo, Campania, Provincia Autonoma di Bolzano, Toscana, Valle d’Aosta. Non ci sono zone rosse. Tuttavia il quadro delle zone di rischio da qui a Natale sarà cambiato.

Un po’ di ossigeno dal 28 al 30 dicembre e dal 4 al 6 gennaio

Nello specifico, durante le vacanze di Natale, ci saranno dei giorni senza zona rossa: dal 28 al 30 dicembre e dal 4 al 6 gennaio. In questi giorni quindi riaprono i negozi ancora fino alle 21, i bar e i ristoranti sempre fino alle 18 e con le normali restrizioni, ritorna il coprifuoco alle 22. Rimane però il divieto di spostamento tra regioni. Ma ci si potrà muovere liberamente nel proprio comune e all’interno della propria regione.

Quelli della linea dura

Nel governo (e non solo) c’è chi scalpita per chiudere tutto. “Al ministero della Salute abbiamo proposto di optare per una misura rigorosa che assomigli molto alla zona rossa“, fa presente dal canto suo il sottosegretario alla Salute Sandra Zampa (Pd). Richiesta condivisa anche dal governatore del Veneto Luca Zaia e dai presidenti di Regione di Lazio, Friuli Venezia Giulia, Molise. Inutile dire che la richiesta di Zaia soddisfi la sete di lockdown dei tre ministri della linea dura.

Toti: “Si continui solo con zone di rischio giallo, arancione e rosso”

Tra i governatori, chi non è d’accordo con il giro di vite di Natale è Giovanni Toti. “Il governo vuole inibire ancora di più gli spostamenti e la libertà d’impresa, lo ritengo inopportuno e l’ho detto al governo”, afferma il presidente della Liguria. “L’Italia si è data delle regole, stabilendo le zone di rischio giallo, arancione e rosso. Ritengo che con quel metodo si debba continuare – obietta Toti -. Credo che sia giusto essere prudenti dove il virus sta facendo grandi danni e se serve fare ulteriori chiusure. Ma penso che il principio delle zone sia giusto, dico no a regole uniformi, bisogna dare respiro ai cittadini”. Piombare tutta l’Italia in zona rossa, infatti, penalizzerebbe quelle aree attualmente gialle, con contagi e ricoveri sotto controllo. Tuttavia, come già avvenuto quest’anno, il governo giallofucsia tende ad uniformare le restrizioni invece che tenere conto delle richieste delle regioni.

Intanto Conte sparge la solita fuffa

Il premier dal canto suo sparge la solita fuffa. “Stiamo lavorando per cercare di rinforzare il piano natalizio. Noi dobbiamo arrivare in condizione di massima resilienza. Le misure stanno funzionando fin qui ma ci stanno preoccupando – e hanno preoccupato anche gli esperti – quelle situazioni di assembramenti dei giorni scorsi. Faremo qualche intervento aggiuntivo“, dice intanto Conte in tv.

Adolfo Spezzaferro

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