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Roma, 2 ott – Una marea umana contro il green pass. Ieri a Trieste migliaia di persone hanno attraversato le vie del centro cittadino scandendo slogan contro il ricatto del certificato verde e invocando “Libertà”. Una mobilitazione impressionante grazie anche alla forte rappresentanza di lavoratori portuali schierati contro il provvedimento governativo che dal 15 ottobre impone il lasciapassare a tutti i lavoratori.



Trieste, quel fronte del porto contro il green pass

Centinaia di portuali triestini che indossavano abiti di lavoro, insegnanti e pure politici locali uniti nella protesta. La Questura parla di 10mila partecipanti, mentre stando alle stime degli organizzatori in strada c’erano circa 20mila persone. Numero, quest’ultimo, affatto inverosimile a giudicare da immagini e video pubblicati sui social.

I manifestanti, una volta arrivati di fronte alla sede Rai del Friuli Venezia Giulia, hanno urlato slogan contro la stampa accusandola di “nascondere la verità” perché a loro avviso “asservita al potere”. Si sono verificati momenti di tensione con le forze dell’ordine, ma la situazione non è degenerata.

Già nei giorni scorsi il Comitato dei Lavoratori Portuali di Trieste ha definito discriminatorio il green pass, perché “misura di ricatto che impone ad una parte notevole dei lavoratori di pagare per poter lavorare”. I lavoratori hanno chiesto all’Autorità Portuale tamponi gratuiti per tutti coloro che dovranno entrare in porto. “Chiediamo a tutti i portuali la massima unità per respingere una misura gravissima, che vorrebbe dividere i lavoratori discriminando pesantemente una loro parte”.

Fedriga: “Sono per il dialogo”

“Non voglio contenere il corteo no Green pass, voglio dialogare con chi ha dei dubbi”, ha dichiarato il presidente leghista del Friuli Venezia Giulia Massimiliano Fedriga, che a Trieste ha chiuso la campagna del candidato sindaco del centrodestra a sindaco, Roberto Dipiazza. “Voglio dialogare sulle protezioni che ci sono, sull’importanza di proteggersi, sulla riduzione del rischio, su vaccino e tamponi. Io sono sempre per il dialogo, non è sempre facile”, ha detto Fedriga.

Alessandro Della Guglia



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5 Commenti

  1. Dialogare significa innanzitutto sapere ascoltare l’altro e capire le sue ragioni.
    A qualcuno piacerebbe dialogare esclusivamente per convincere l’altro delle proprie ragioni.

  2. Ma quante volte dovrò ripetervelo?

    Anziché andare in piazza andate al bancomat
    https://massimosconvolto.wordpress.com/2015/06/07/rivoluzione-disarmata/

    prima che tutti facciano scattare il sistema di autoprotezione
    https://www.money.it/Chiusura-bancomat-ing-Italia-dal-1-luglio-stop-prelievi

    e soprattutto imparate a votare.
    Un segno già potete darlo alle amministrative evitando di votare partiti che hanno messo agli arresti domiciliari 60 milioni di persone senza processo.

  3. Auguriamoci che la Lega, oramai rappresentata da gente che ci vuole cavie di vaccini sperimentali, prenda una bella batosta elettorale insieme ai loro sodali pd e altri partiti di questo governo

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