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Hussein KhavariRoma, 27 feb – A coloro che, per giustificare l’immigrazione di massa, mettono sempre avanti il grande dramma dei cosiddetti “minori non accompagnati” bisognerebbe far conoscere la storia di Hussein Khavari. Si tratta dell’uomo che il 16 ottobre del 2016 ha violentato e ucciso Maria Ladenburger, la figlia diciannovenne di Clemens Ladenburger, dal 2008 assistente del capo dell’ala giuridica in Commissione Europea. L’immigrato sarà infatti processato come adulto, nonostante avesse dichiarato di avere 17 anni al momento del delitto. Si è ora scoperto che ne aveva invece almeno 22. L’uomo, un richiedente asilo afghano, aveva aggredito la ragazza dopo che questa aveva lasciato una festa organizzata dagli studenti della sua università, a Friburgo. Il corpo di Maria, che faceva volontariato in un campo d’accoglienza, venne ritrovato a metà ottobre, sulle rive del fiume Dreisam. Qui era stata violentata e annegata da Khavari, incastrato dalle tracce di Dna lasciate sul luogo del delitto e in seguito reo confesso.



Interrogato, Khavari affermò di avere solo 17 anni, cosa che avrebbe comportato una pena massima di 10 anni di carcere. Esaminando ai raggi X la clavicola e le ossa del tarso del sospettato, tuttavia, gli inquirenti tedeschi attribuiscono all’afghano almeno 22 anni, cosa che aprirebbe davanti a lui la possibilità di una condanna all’ergastolo. Se non avesse compiuto quell’orrendo crimine, tuttavia, Khavari avrebbe continuato a godere dei benefici dei “minori non accompagnati”, come si era dichiarato egli stesso nel 2013 sbarcando in Grecia. Non solo: è emerso che l’uomo era stato precedentemente condannato a 10 anni in Grecia dopo aver lanciato uno studente di 20 anni da una scogliera a Corfù. Khavari è stato però rilasciato dopo un anno e mezzo di carcere a causa di una amnistia generale per i minorenni avviati dal governo greco. Dopo aver violato la libertà vigilata è riuscito a raggiungere la Germania. Alle autorità greche aveva detto di essere nato nel 1996 e di essere fuggito dall’Iran. A quelle tedesche dirà di essere della classe 1999. Ora Berlino accusa Atene di “negligenza”, in quanto la Grecia non aveva fatto partire una ricerca internazionale tramite l’Interpol e quindi la Germania solo tardivamente è riuscita a conoscere il passato dell’immigrato.

Si tratta di una storia che ben illustra l’opacità e la bugia sistematica che regnano sull’argomento. Nessuno controlla, nessuno sa, ci fidiamo della parola di persone che vengono da chissà dove, ci dicono chissà cosa, per fare poi chissà che. Nel 2016 sono sbarcati 25846 minori non accompagnati o sedicenti tali, quasi il doppio (13mila e 400 in più) rispetto al 2015. In Parlamento giace una legge che, fra le altre cose, introdurrebbe esplicitamente un divieto assoluto di respingimento alla frontiera. Un messaggio chiaro lanciato al di là del Mediterraneo: mandateci tutti i vostri ragazzi. E, se non sono proprio minorenni, fate almeno finta che lo siano. Del resto l’autorevole centro studi Quilliam, come abbiamo raccontato nelle settimane scorse, ha lanciato l’allarme sulle possibili infiltrazioni dell’Isis, che punterebbe proprio agli immigrati più piccoli: “I giovani cercatori di asilo sono il bersaglio dei gruppi estremisti perché più vulnerabili all’indottrinamento, più adatti a diventare abili combattenti o, nel caso delle ragazze, a mettere al mondo nuove generazioni di reclute”, ha dichiarato Nikita Malik, di Quilliam. Ecco chi sono i “bambini” che dovremmo salvare.

Adriano Scianca

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1 commento

  1. C’è una mentalità -non solo italiana- di “tuti piange bambini scapati da la gueera” gettonatissimo ai tempi della “guerra” nella ex jugoslavia ed allora usato dai nomadi per chiedere la carità agli angoli dei supermercati,qualora non intenti direttamente a rubare il materiale da rendere in reso alle case fornitrici.

    Posso dire che a causa di qualche politico desideroso di passare alla storia come la merkellona (prossimo incarico ONU ?) e con il substrato psicologico e morale di chi vede tutti come “bambini”
    (in Paesi dove magari già ti sposi a 14 anni con figli) fino ad arrivare a fare loro volontariato…quando invece un personaggio caricaturale quanto criminale come questo avrebbe avuto bisogno solo di una “passata” in stile Aubagne-Castelnaudary,

    ci stanno costruendo un inferno in casa.

    a pagare le conseguenze mica le “teste calde” che per fortuna nostra ancora abbiamo dal Colosseo alla Porta di Brandeburgo,
    ma l’inerme,l’anziano,il debole e le ragazze.

    grazie molte,auguri,e tenetevi pure il vostro finto profugo oltre che finto minorenne,l’importante però è che non sia per il “radical shit” come gli “aguzzini” della LIDL o di qualche agente in gamba della Polstato, senza gessetti colorati nel caricatore.

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