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Una macumba contro la polizia, così il killer di Ashley ha provato a sfuggire all’arresto

by La Redazione
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092925864-43250dea-c41e-4bdc-8eb9-c6f2598c8a40Firenze, 16 gen – Una macumba contro la polizia, ordinata direttamente in Senegal con Money Transfert. Costo del servizio 20 euro. Cheik Diaw, il killer senegalese di Ashley Olsen, sapeva di essere braccato della polizia dopo l’uccisione della donna e così ha provato a sfuggire all’arresto affidandosi alla magia nera rivolgendosi ad uno “specialista” in Senegal. Sfortunatamente per lui il tentativo non è andato a buon fine, anzi: gli inquirenti hanno intercettato la telefonata e anche grazie a questa sono riusciti ad arrestarlo. Questo della macumba è solo l’ultimo retroscena di un caso, che pur nella tragedia, ci regala più di uno spunto interessante. Nel frattempo è stato convalidato il fermo all’indirizzo dell’uomo, che resterà nel carcere di Sollicciano. Tramite la sua difesa, l’immigrato clandestino senegalese, ha ribadito che non era nelle sue intenzioni uccidere la ragazza americana, sostenendo di essersi “sentito sfruttato come una sorta di prostituto. Si e’ sentito, lo ha detto espressamente, trattato come un cane“. Al di là dell’orgoglio ferito di Diaw, la linea difensiva insiste sull’omicidio preterintenzionale: “In casa hanno riassunto alcol e droga”, ha spiegato l’avvocato. Una volta che Ashley lo ha scacciato terminato il rapporto, “lui le ha dato un pungo all’altezza della nuca, lei e’ caduta per terra e si è rialzata. A quel punto lui le ha dato una spinta forte, è caduta ancora ed è in quel momento che ha sbattuto la testa. Lui l’ha aiutata a rialzarsi prendendola per la spalla e per il collo”. Con la ragazza ormai priva di sensi e in procinto di morire, Diaw ha provato a chiamare i soccorsi digitando un numero a caso sul cellulare come spiega l’avvocato: “Ha digitato ’11’, pensando che fosse un numero di emergenza, inserendo la scheda nel telefono di Ashley perché il suo non funzionava”. Intanto ieri si sono tenuti i funerali della ragazza nella basilica fiorentina di Santo Spirito, ai quali oltre la famiglia ha partecipato anche il fidanzato, il pittore Federico Fiorentini, che con al guinzaglio il cagnolino “Scout” appartenuto alla ragazza a stento è riuscito a trattenere le lacrime.

Davide Di Stefano

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