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Milano, 30 mar – Il risultato dei grandissimi sforzi messi in campo per contrastare il contagio inizia tenuamente a mostrarsi, ma la china non è ancora risalita, e nei prossimi mesi ci dovremo rassegnare a “adottare modalità di comportamento a cui non eravamo abituati” come girare con le mascherine e porre sempre la massima attenzione al distanziamento sociale. “Stiamo facendo grandi sforzi ma questa è una battaglia che o la vinciamo tutti insieme, nessuno escluso, oppure rischiamo di trovarci in ogni momento di fronte al baratro, ad un curva che continua a salire“. Lo ha dichiarato l’assessore lombardo al Welfare, Giulio Gallera, a Mattino Cinque, definendo “pazzesco” il fatto che, come emerso dai controlli delle autorità, ci siano ancora persone positive al Coronavirus che escono di casa.

Lombardia: calo della pressione su strutture sanitarie

Gallera si dice moderatamente fiducioso per quanto riguarda i dati della Regione: “I dati nazionali risentono del dato lombardo e in Lombardia stiamo notando una flessione dei casi e della pressione sui pronto soccorso e sulle ambulanze. Negli ultimi 4 giorni è cambiato molto, è il segno che il grande sforzo che stiamo facendo, al di là di qualche idiota, sta funzionando”, spiega. “All’ospedale Sacco hanno avuto 39 accessi per coronavirus venerdì, 7 sabato e 9 domenica: è un singolo caso, ma il calo della pressione c’è”. Discorso a parte per le altre regioni, che “sono indietro di circa 10 giorni rispetto alla Lombardia, ma spero siano ancora più attente avendo visto cosa è successo in Lombardia”, aggiunge.

Rientra (a fatica) allarme medicinali

Nell'”enorme tsunami” coronavirus che ha investito la Lombardia “abbiamo vissuto anche il dramma della scarsità dei farmaci necessari per tenere sedati i pazienti in terapia intensiva. Facevamo fatica a trovare i farmaci che servivano a consentire a una persona di tenere un tubo in bocca, rendetevi conto del livello”, racconta l’assessore. Ora la situazione va verso il miglioramento: “Negli ultimi giorni sono fortunatamente arrivati e stanno arrivando. Sui farmaci ci sono delle scorte, sull’ossigeno stiamo facendo una grandissima fatica, ma questa riduzione della pressione sugli ospedali ci sta aiutando un pò”, ha aggiunto Gallera.

Nuove abitudini

Se ognuno farà la sua parte, insomma, tra qualche settimana la Lombardia potrebbe ripartire. Ma che nessuno si sogni di ritornare alle vecchie abitudini da un giorno all’altro:  “Fino a quando non avremo un vaccino”, prosegue “Non possiamo abbassare l’attenzione per molti mesi, bisogna evitare che il virus trovi altri corpi da infettare. Tra qualche settimana, se le cose vanno bene, ricominceremo ma dovremo abituarci ad un modo di vita un po’ diverso; probabilmente dovremo girare con la mascherina, tavoli più distanziati al ristorante. Ora però dobbiamo dedicarci a soffocare il virus”.

Rischio ancora altissimo

L’appello della Regione, in sostanza, è di non allentare l’attenzione, soprattutto nei prossimi mesi quando – si spera – le cifre del contagio saranno calate, ma non ci si potrà ancora ritenere fuori pericolo. Sarà quello, infatti, il momento più rischioso, quando i cittadini, mentalmente esausti per le restrizioni subite, tenderanno a voler ritornare di colpo allo stile di vita di un tempo, favorendo le infezioni di ritorno, come succede in questi giorni in Cina. “Purtroppo non potremo allentare l’attenzione per molti mesi. Oggi bisogna continuare nell’azione determinata di stare in casa per evitare che il virus trovi un altro corpo da ‘mangiare’, da infettare, una volta che saremo riusciti a spegnerlo il rischio che ricominci è altissimo. Nessuno può chiamarsi fuori, dire lo fanno gli altri – ha esortato Gallera – ognuno di noi deve combattere questa battaglia”.

Cristina Gauri

1 commento

  1. Se fate un tampone oggi e risulta negativo, non è detto che domani la stessa persona non possa risultare positiva.
    Brancolate nel buio.

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