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Roma, 5 lug – “Con la variante Delta aumenteranno i contagi ma non i ricoveri né i decessi“: a chiarirlo è Nino Cartabellotta, presidente della Fondazione Gimbe. Una precisazione – che arriva da chi di certo non è stato un “aperturista” sul fronte delle restrizioni – che serve a disinnescare gli allarmismi sull’ennesima variante del Covid. “Si sta verificando quello che ci si immaginava, se una variante più contagiosa inizia a diffondersi ed è destinata a diventare predominante, è normale che i casi aumentino“.



Cartabellotta (Gimbe): “Variante Delta? Aumenteranno i contagi ma non i ricoveri”

Ma, precisa Cartabellotta, “se le regioni effettuano il tracciamento, fanno il sequenziamento e se si proteggono anziani e fragili con due dosi di vaccino noi vedremo un aumento dei contagi nelle prossime settimane, ma non di ricoveri e decessi“. La precisazione arriva ai microfoni di L’Italia s’è desta su Radio Cusano Campus.

“Nostro tallone d’Achille sono 2,5 milioni di over 60 non vaccinati”

Per il numero uno della Fondazione Gimbe il problema è l’avanzamento della campagna vaccinale. “Il nostro tallone d’Achille in questo momento è rappresentato dai 2,5 milioni di over 60 non vaccinati, ma anche da coloro che hanno fatto solo una dose, per questo dobbiamo accelerare con le seconde dosi”, sottolinea. Per quanto riguarda gli over 60 ancora restii a vaccinarsi (che tanto preoccupano anche il ministro Gelmini), Cartabellotta spiega che “è verosimile che abbiano perplessità. Servirebbe un colloquio per chiarire e fugare dubbi e preoccupazioni. Finora la campagna vaccinale è stata basata sulla prenotazione volontaria, è arrivato il momento di passare alla chiamata attiva. Si stanno cominciando ad appiattire anche le altre curve, ad esempio quella dei 50-59enni”.

“Scuola, se non si interviene in estate avremo stessi problemi dell’anno scorso”

Altro nodo, quello della riapertura delle scuole a settembre, con l’ex Cts Miozzo che dice che serviranno ancora mascherina in classe, distanziamento e addirittura la Dad. “Noi al momento nella fascia 12-19 abbiamo l’82,6% non vaccinato – spiega il presidente di Gimbe -. La preoccupazione di Miozzo è anche legata al fatto che non abbiamo fatto interventi strutturali nelle scuole. Se non si interviene in questi mesi estivi le problematiche saranno le stesse dell’anno scorso. A maggior ragione la vaccinazione è un’arma che dovrebbe essere utilizzata”, avverte.

“Non abbiamo trattamenti domiciliari che riducano ospedalizzazione”

Infine, le terapie anti-Covid. “I trattamenti che funzionano sono rappresentati da terapie sperimentate da mesi, quelle utilizzate nella malattia grave. Non disponiamo, invece, di un trattamento domiciliare che riduca la necessità di ospedalizzazione – fa presente Cartabellotta -. E’ utile diffidare da proposte terapeutiche che ad oggi non sono validate da sperimentazioni cliniche”, conclude.

Adolfo Spezzaferro



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2 Commenti

  1. dite a quel testa di cazzo di cazzabellotta che le “sperimentazioni cliniche” devono essere autorizzate dall comitato etico dello spallanzani ( cosi voluto da speranza esautorando i comitati etici dei vari ospedali ) che guarda caso non autorizza nessuno.
    perchè la parola d’ordine è solo credere obbedire e vaccinare.

  2. […] Altro dato significativo, è in diminuzione la percentuale dei casi rilevati attraverso la comparsa dei sintomi (46% rispetto al 47% della settimana precedente). Infine, il 21% è stato diagnosticato attraverso attività di screening. Per quanto riguarda la variante Delta, l’Iss conferma che orma è “largamente prevalente in Italia. Questa variante è dominante nell’Unione europea ed è associata ad un aumento nel numero di nuovi casi di infezione anche in altri Paesi con alta copertura vaccinale”. Ma, attenzione, chi si contagia – è questo l’effetto della campagna vaccinale – non si ammala. […]

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