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Schermata 2016-02-25 alle 11.27.49Roma, 25 feb – I rom non pagano le tasse? Sono un peso per la società? Hanno uno stile di vita che li porta a vivere sulle spalle degli onesti lavoratori? Solo stereotipi razzisti. Lo sanno tutti che in realtà i rom sono una risorsa, un valore aggiunto, hanno una cultura da scoprire e valorizzare e secondo qualche immancabile studio di qualche immancabile e serissimo istituto saranno persino lavoratori migliori degli italiani. Tutto molto bello, finché poi non fai parlare loro e ti accorgi che, puntualmente, confermano con il massimo candore tutti gli stereotipi che circolano su di loro.

Ne è stato testimone anche Matteo Salvini, che si è fatto un giro per alcuni campi nomadi romani. Qui, ha avuto modo di scambiarsi le opinioni con un rappresentante dell’autorevole cultura zingara, che davanti ai giornalisti ha detto più volte: “Io non ho mai pagato le tasse in vita mia”. Il leader della Lega ha ascoltato con la testa tra le mani, non sapendo se ridere o piangere. Poi ci ha ripensato e ha chiesto: “Scusa, tu non hai mai pagato le tasse?”. Il rom ha confermato con decisione. Mai, neanche una volta, neanche mezzo euro. E sì che non è neanche giovanissimo. Ma evidentemente, fra i buonisti di sinistra, c’è chi è contento di pagare le tasse anche per questo signore.

 

4 Commenti

    • E’ vero. Lei ha ragione a scrivere così.
      Però è anche giusto precisare che mentre quei milioni di italiani, le tasse non le pagano più perché non ce la fanno nemmeno ad arrivare alla fine del mese, questo “signore” al contrario, le tasse non sa nemmeno cosa siano.
      Però può scommetterci, che il contributo statale (quindi ancora una volta a spese di quei milioni di italiani che non riescono ad arrivare alla fine del mese) lo riceve, eccome.

      • E aggiungo un particolare ancora più drammatico, che ne lei ne nessun’ altro deve dimenticarsi : che se gli italiani dimenticano di pagare le tasse, scattano immediatamente le vessazioni di equitalia, le quali hanno portato come lei sa benissimo a centinaia di suicidi per la disperazione.

        Mentre al contrario, le tasse non pagate da individui come quello protagonista di questo articolo, ricadono una volta di più sulle nostre spalle (esattamente come i contributi che sicuramente riceve, e l’ energia che consuma a sbafo) perché lo stato sa benissimo che provare a riscuotere qualcosa da gente come questa, è come voler cavare sangue da una rapa.