Il Primato Nazionale mensile in edicola

Roma, 2 dic – Un nuovo nemico del monopensiero si aggira per l’Italia: una libreria. Tutte le potenze dell’antifascismo si sono coalizzate in una sacra caccia alle streghe contro questo nemico: l’Anpi, i centri sociali, Rifondazione, Potere al Popolo, circoli anarchici e collettivi rossi. Ma dodecafoniche parafrasi di ottocenteschi Manifesti a parte, la nota stridente di certi strilloni si traduce con un pervicace accanimento nei confronti di Altaforte nel nome, udite udite, della “società civile vivace e inclusiva”. Sono loro, gli strilloni antinomici dell’antifascismo riuniti in decine di sigle policrome, a voler sindacare su cosa sia degno di essere incluso vivacemente nella società civile e cosa invece debba essere relegato nell’antro oscuro della barbarie.



Altaforte, il nuovo nemico dell’antifascismo

E tra le decine di sigle della screziata galassia antifà fa capolino “Martesana Libera”, che si definisce “assemblea di singoli e realtà” nata “con l’intento di “sviluppare percorsi di lotta nel territorio”. Leggasi, nel caso di specie: scagliarsi contro l’apertura della libreria Altaforte a Cernusco sul Naviglio (Milano). Per questa prode battaglia territoriale, la prodigiosa assemblea di “singoli e realtà” (bando alla disgregazione dell’io) pubblicizza su Facebook un apposito presidio. “Si può partecipare anche arrivando da altri comuni tramite autocertificazione”, si legge sulla pagina Fb dell’assemblea. “La dicitura corretta verrà comunicata nei prossimi giorni”. Della serie: tranquilli antifascisti di Milano e provincia, potrete passare un pomeriggio di contestazione a Cernusco sul Naviglio con la giustificazione portata da casa.

Paura dei libri

La cultura e i libri, infatti, non possono diventare il pretesto per legittimare idee e pratiche basate su violenza e sopraffazione”, tuonano gli organizzatori dell’evento, come riportato da Milano Today. Difatti solitamente cultura e libri tendono a rivelarsi utili per evitare di sparare scemenze di questo tipo. Sarebbe tremendamente divertente, non fosse avvilente, appurare che certuni pretendono di fornire lezioni “culturali” inveendo contro una libreria. Dal “vietato vietare” del maggio francese, i compagni sono passati al “vietato consentire”.

Una trasmutazione alchemica da far impallidire l’effetto allucinogeno di una qualsivoglia luce psichedelica. In tutto questo non c’è alcun artificio letterario, nessun straniamento di Sklovskij, ad animare una protesta giullaresca. C’è soltanto lo sgomento di un Gollum in preda al terrore di aver perso il proprio “tessoro”. Nell’ottusa convinzione che libri e cultura possano appartenere soltanto a una parte politica, altrimenti viene meno il paradigma monopolistico costruito sulla presunzione di essere gli unici portatori del verbo. Che barba, che noia.

Eugenio Palazzini

 



La tua mail per essere sempre aggiornato

3 Commenti

  1. Sicuramente hanno timore dei libri. Gl’ “altri” cominciano a saper scegliere. E non all’ Autogrill dei Maledetton!

Commenta