Roma, 14 ott – Negli ultimi mesi, e in particolare dall’insediamento del governo giallofucsia, in Italia l’atmosfera politica e culturale è diventata sempre più irrespirabile. Basti pensare alla campagna contro Altaforte e altre case editrici non conformi, alle purghe di Facebook contro partiti e movimenti non allineati o all’allontanamento del prof. Marco Gervasoni dalla Luiss per le sue posizioni sovraniste. Insomma, qual è lo stato della libertà d’espressione in Italia? È la domanda a cui cercheranno di rispondere i relatori del convegno organizzato dal mensile sovranista Il Primato Nazionale, intitolato «Riprendere la parola: censura, nuovi media e libertà d’espressione».


Contro la censura

La conferenza si terrà venerdì 18 ottobre, alle ore 17, presso il centro congressi di via Cavour 50/a, a Roma. Interverranno come relatori Giampaolo Rossi (Cda Rai); il prof. Marco Gervasoni, che racconterà la sua esperienza; Edoardo Sylos Labini del mensile identitario CulturaIdentità, che di recente ha visto un suo esponente brutalmente aggredito; Francesca Totolo, giornalista e collaboratrice del Primato Nazionale, che più volte ha subìto attacchi dalla stampa mainstream per le sue ricerche sulle Ong; (in collegamento) Peter Gomez, direttore del Fatto quotidiano, uno dei pochi uomini di sinistra a contestare le purghe facebookiane; Simone Di Stefano, vice presidente di CasaPound Italia, i cui profili sono stati cancellati d’imperio da Facebook e Instagram; e, infine, Federico Mollicone, deputato di Fratelli d’Italia che sta preparando una proposta di legge per porre un argine allo strapotere dei social network e ai loro tentativi di censura. Introduce e modera l’evento Valerio Benedetti, caporedattore del Primato Nazionale. L’ingresso è libero.

Locandina dell’evento

Elena Sempione

1 commento

  1. Bisogna rendersi conto che hanno vinto loro e quindi non c’è da stupirsi se mettano in atto tutte le azioni per fermare e zittire chi li avversa se avessimo vinto noi avremo fatto esattamente la stessa cosa inutile quindi lamentarsi della censura che è solo una delle tante forme di difesa del sistema esistente

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