Roma, 19 ott –  A margine del convegno “Riprendere la parola” organizzato ieri dal Primato Nazionale abbiamo intervistato il professor Marco Gervasoni, intervenuto alla conferenza per parlare di censura, nuovi media, libertà di espressione. Intervista a cura di Adolfo Spezzaferro.

Quando andavamo a scuola facevamo le ricerche sui libri, adesso le maestre fin dalle elementari consigliano di consultare internet per le ricerche. Internet ha sostituito i libri? Se sì, come possono i nostri figli utilizzarlo per correttamente?

«Non sono un pedagogista ma penso sia fondamentale cominciare dai libri. L’approccio a internet, senza passare dal libro, dà l’illusione di una rapidità e una facilità che durante l’apprendimento non bisogna avere, perché quando si apprende bisogna soffrire. Solo una volta appreso come si fa una ricerca, internet diventa uno strumento utile e prezioso, ma il libro cartaceo rimane fondamentale».

Quando nutrivamo curiosità su certi temi non trattati dai libri di testo scolastici, ci documentavamo su altri libri extracurriculari. Oggi abbiamo fatto il punto sulle cosiddette fake news . Potrebbe esistere ora una cultura fake veicolata da internet e che potrebbe finire dritta nelle giovani menti dei nostri studenti?

«Sì, se si prende l’enciclopedia Treccani, ad esempio, possiamo essere certi della veridicità della fonte perché è stata vagliata da studiosi. Wikipedia, ad esempio, non ha alcuna valenza scientifica, perché chiunque può intervenire nella trattazione dei temi e manipolare le informazioni. Su internet bisogna sapere scovare quali sono i siti e le piattaforme affidabili. Ovviamente il problema della veridicità riguarda anche i libri. Se non consulto la Treccani, ma un oscura enciclopedia trovata chissà dove, le informazioni possono essere non tanto false ma superate dalla ricerca, come nel caso delle discipline storiche o scientifiche. In questo senso internet è un vantaggio perché si aggiorna molto più rapidamente».

Cristina Gauri

2 Commenti

  1. Ha ragione, oltretutto è stato scientificamente dimostrato che il supporto fisico cartaceo aiuta a memorizzare meglio le informazioni, rispetto ad uno schermo.

  2. le informazioni Wikipedia vengono sempre controllate e se risultano non attendibili sono sottolineate come tali…

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