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Il MaXXI, da museo architettonico a ludoteca radical chic

by Adriano Scianca
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melandri_322Roma, 23 ott – Il MaXXI – Museo nazionale delle arti del XXI secolo – vede nuovamente stravolta la sua natura. Il museo d’arte contemporanea, progettato dall’architetto Zaha Hadid e gestito dalla fondazione del ministero per i Beni e le Attività culturali, presieduta da Giovanna Melandri, si appresta infatti a diventare una ludoteca. La struttura diventa ospite di un Baby-park “un servizio rivolto alle famiglie e proposto come valida alternativa a un tradizionale baby-sitting. Durante l’anno, in orario post-scolastico, il museo mette a disposizione la sua struttura e le sue collezioni per attività educative che offrano ai bambini (dai 4 ai 10 anni) la possibilità di imparare divertendosi insieme a operatrici didattiche qualificate”. Un progetto che costerebbe alle famiglie interessate dai 33 euro giornalieri ai 300 euro mensili, per ospitare i pargoli della Roma bene durante i giorni feriali per tre ore pomeridiane. Una nuova iniziativa da “Champagne Socialist” per dirla all’inglese o “Bo-bo” alla francese, in Italia si chiamerebbero semplicemente “Radical Chic”, con i cervelli equo-solidali e le tasche da yuppie.

L’idea del Baby-park non è neppure la prima brillante iniziativa della Melandri, che per raccattare fondi è passata dall’istituzione di corsi di yoga e danza, alla degustazione culinaria, per arrivare alla realizzazione di una serata di discoteca silente, dove la musica lungi dall’essere motivo di aggregazione sociale, diventa un momento solitario e atomistico, goduto in una massa danzante con le cuffiette wireless.

I baby-chic della Melandri si muoveranno in uno spazio dalle tinte adulte e sorge il dubbio che qualcuno possa trovarsi di fronte a esposizioni che poco hanno dell’innocenza infantile, come l”Happy Moms” di Daniele Puppi.

Per calare maggiormente l’ambiente in una fantasia bambinesca, è possibile organizzare una simpatica caccia al tesoro come festa di compleanno, ovviamente anche questa a pagamento.

Il MaXXI sta precipitando verso un baratro lontano mille miglia da un concetto di arte contemporanea. L’idea di Zaha Hadid, secondo cui «entrando in uno spazio architettonico le persone dovrebbero provare una sensazione di armonia, come se stessero in un paesaggio naturale» viene quotidianamente distorta dalla “fondazione”, in una ricerca di donatori stridente con le funzioni della struttura stessa. Dall’armonia si passa piuttosto alle storture di una società senza logica, che sfrutta qualsiasi possibilità per ricavare denaro.

Un’idea povera che di fatto non arricchirà il MaXXI, ma che sicuramente è radicalmente chic.

 

Melania Fiori

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