Il Primato Nazionale mensile in edicola

Marcello VenezianiRoma, 4 mar – Normale interruzione di una collaborazione, peraltro fisiologica in un periodo di crisi, o censura politica? Il mondo della destra si interroga sulla brusca interruzione del rapporto tra uno dei suoi pensatori più rappresentativi, Marcello Veneziani, e Il Giornale.

In un lungo messaggio ai suoi lettori diffuso sul suo sito, Veneziani spiega la vicenda: “Il Giornale mi ha comunicato la decisione di chiudere il mio rapporto di lavoro. Subito o al più entro l’estate. La decisione dell’Editore è presa e finirà in modo consensuale. La motivazione formale è lo stato di crisi dei giornali e del Giornale stesso che impone tagli e prepensionamenti”.

Dietro le fredde ragioni della contabilità, tuttavia, si potrebbe celare anche una motivazione più politica. È lo stesso scrittore ad avanzare il dubbio: “Al Giornale, si sa, esprimevo una linea dissonante, la mia rubrica era un’isola”.

Nel dettaglio: “Non è un mistero che da tempo reputo conclusa la parabola politica di Berlusconi: da anni non esprime una posizione politica e non interpreta il sentire del suo popolo, perché è preso nelle proprie vicende e nella tutela, pur comprensibile, dei suoi interessi. Lo scrivo da tempo, in un crescendo di toni, da La rivoluzione conservatrice in Italia, ed. 2012 (‘la fine del berlusconismo’), poi sul Giornale stesso e giorni fa sul Corriere della sera. Criticai pure la ‘pascalizzazione’ di Berlusconi, i messaggi sulla famiglia, i trans, l’animalismo.

Non ebbi esitazioni a criticare Fini quando era ancora in auge, perché ritenevo che stesse uccidendo la destra, e il tempo poi ci dette amaramente ragione. Per lo stesso motivo non ho esitato a dire che Berlusconi fu la causa principale del trionfo elettorale e poi della dissoluzione del centro-destra. Lo portò al governo e poi alla rovina, col concorso determinante di poteri ostili e alleati ottusi, giudici e media; aggregò forze diverse e poi le disgregò. Espulse pezzi uno dopo l’altro, fino al vuoto, farcito di quaquaraquà”.

Il rapporto di Veneziani con la destra politica è stato sempre caratterizzato da alti e bassi. Da una parte si ricorda il riconoscimento che lo portò a essere membro del Cda Rai durante la XIV legislatura. Dall’altra fece epoca, a suo tempo, la sua defenestrazione dalla rivista da lui fondata, L’Italia settimanale. L’interruzione della collaborazione di Veneziani dal Giornale per leso berlusconismo segue quella analoga, avvenuta tempo fa, di Pietrangelo Buttafuoco da Panorama, avvenuta in seguito all’articolo “Il dizionario dei destrutti” pubblicato il 4 dicembre 2012 su La Repubblica.

Giorgio Nigra

Commenta