Roma, 22 dic – Fabio Testi, volto noto del cinema e della tv a partire dagli anni ’70, da tempo non si vede più sulle reti nazionali. Per un motivo ben preciso, a detta dell’attore: non è né gay né drogato.
In un’intervista a Radio Cusano Campus l’attore lancia un’accusa pesante contro i network televisi italiani: “Per lavorare in Rai e Mediaset servono patentini da gay e tossici“.
Dove il “patentino” equivale anche a una disponibilità in quel senso, pure se gay non si è. “Sai quanti ne ho visti di amici miei che hanno accettato? Io mi sono trovato a metà film col regista che mi diceva se non accetti vai a casa e io dicevo ‘Ok vado a casa’. Ma sai quanti sono caduti e sono scesi a compromessi?”, rivela Testi in chiaro riferimento al “Me Too” italiano.
“Per lavorare in Rai devo fare un tesserino da gay, poi uno da tossico per lavorare nell’altro ambiente. Ormai in Italia il lavoro artistico si è limitato a certi gruppi, dove io son tagliato fuori perché sono troppo quadrato. Io non ho tesserino e allora mi lasciano a casa così non gli rompo i coglioni”, spiega l’attore.
Sul fronte della politica, emerge un altro dettaglio che completa il quadro. Testi infatti non disdegna l’attuale ministro dell’Interno. Fatto che – si sa – suona come una bestemmia nel mondo dello spettacolo italiano.
Tra Salvini e Di Maio ovviamente sono per Salvini. Prima di criticarli e di metterli alla gogna, vediamo cosa faranno e soprattutto ricordiamoci cos’hanno fatto i precedenti governi. Io ho tre figli che lavorano all’estero perché purtroppo non hanno la possibilità di lavorare in Italia, si sono formati qui e non possono lavorare nel nostro Paese”, conclude l’attore.
Insomma Testi, protagonista di film importanti come “Il giardino dei Finzi Contini”, “Camorra e i “Guappi” e famoso anche all’estero (tra le sue ex compagne ci sono Ursula Andress e Charlotte Rampling), è fuori dai giochi anche per ragioni politiche, a quanto pare.
E dopo queste affermazioni assolutamente fuori dal coro del pensiero unico e politicamente scorrette, sarà ancora più difficile vederlo nuovamente sui nostri schermi.
Adolfo Spezzaferro

9 Commenti

  1. Grande Fabio Testi, a essere politicamente scorretti in quell’ ambiente ci vogliono le palle….vivaddio che qualche attore o uomo dello spettacolo le dimostra ancora!

  2. eppure che nell’aria si avverte che qualcosa sta cambiando;
    probabilmente quando il tenore di vita di una famiglia italiana media era ben altra cosa rispetto agli attuali tempi,il regista “compagno”,l’attore “compagno” l’intellettuale “compagno” erano generalmente tollerati in quanto la loro “compagnità para-comunistoide” veniva coperta da una sorta di benessere diffuso,anche perchè poi, tutti costoro avevano il cuore a sinistra ed il portafogli a destra;
    quindi probabilmente erano tollerati più come fenomeno caricaturale che non strettamente politico;
    adesso che i nervi sono invece ormai scoperti,nella pubblica opinione le parole di un Fabio Testi toccano molto più il cuore della gente comune che non quelle di un Nanni Moretto qualsiasi.
    game over compagni.

  3. Una unica domanda. La Rai firmata 5stelle e Lega che fine ha fatto?Salvini si è impuntato su Foa.Ma il presidente Rai conta nulla.Mentre ha accettato un Ad che sembra impegnato più a mantenere che a cambiare.

  4. LA RAI E MEDIASET,SONO UNA CAGATA PAZZESCA! POVERA ITALIA,QUANDO SE DESTA,VIA TUTTI DA GAY,COMUNISTI,MIGRANTI,OLIO E MANGANELLO.UNA NUOVA MARCIA ,NON SOLO SU ROMA ,MA ANCHE HA GELA,LAMPEDUSA,SASSARI E TUTTO IL SUD.ITALIA DA RIVOLTARE COME UN CALZINO.E INNANZI TUTTO FORI DAL’EUROPA COSI AVRO IL PIACEREDI RITORNARE!A NOI .

  5. L’argomento sfiorato da Fabio Testi racchiude problematiche molto ampie e purtroppo molto insabbiate. Tiberio Timperi da anni cerca di evidenziarne altre. Purtroppo oggi la lobby di metoo ha un potere economico e mediatico enorme, poi a livello politico figure come qualche sottosegretario (grillino) fanno il resto. Il problema è che poi tutto ciò va a ripercuotersi, attraverso prassi giudiziarie vergognosamente fuorilegge e media esasperatamente sessisti, sulla pelle di milioni di onesti cittadini e in gran parte minori.

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