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Roma, 30 mar – Il 40% delle famiglie ha difficoltà a pagare l’affitto, un terzo ha subito un calo del reddito: a lanciare l’allarme è Bankitalia. “Quasi il 40% degli affittuari e oltre il 30% delle famiglie indebitate hanno dichiarato di avere difficoltà nel sostenere il pagamento dell’affitto o delle rate del debito“. Il dato emerge dall’indagine straordinaria della Banca d’Italia sulle famiglie durante la pandemia. Secondo il report, dall’inizio della crisi circa il 15% delle famiglie ha richiesto o pensato di chiedere “un prestito per disporre di liquidità”.



Bankitalia: “Più del 50% delle famiglie non ha risorse sufficienti per mantenere standard minimo di vita per tre mesi senza entrate”

Oltre la metà della popolazione, si legge ancora nell’analisi di Palazzo Koch, “vive in famiglie che dichiarano di non disporre di risorse finanziarie sufficienti a mantenere uno standard minimo di vita per almeno tre mesi in assenza di entrate, in linea con quanto rilevato in primavera. Più di un quinto degli individui si trova in questa condizione e ha contemporaneamente subito un calo del reddito familiare nel 2020″. Questo significa che le famiglie che basano le loro entrate su attività commerciali chiuse da più di tre mesi, si sono impoverite.

“Ridotti consumi di beni alimentari e abbigliamento”

Le restrizioni e le chiusure imposte dalla pandemia colpiscono duramente i consumi. “Quasi un terzo delle famiglie italiane riduce gli acquisti di beni alimentari e abbigliamento nei primi mesi del 2021. Tra questi, per circa la metà la contrazione della spesa sarebbe inferiore al 20%, per poco meno di un terzo sarebbe superiore al 30%”.

“Una famiglia su tre ha subito una riduzione del reddito nel 2020”

La crisi morde e il tenore di vita si abbassa. Quasi la metà delle famiglie che tagliano le spese dichiara di voler acquistare beni di qualità inferiore. Mentre i tre quarti pensano di modificarne la quantità. Le aspettative di flessione dei consumi interessano soprattutto i nuclei che al momento del sondaggio di Bankitalia risiedevano nelle regioni rosse e arancioni. “Un terzo delle famiglie ha riferito di aver subito una riduzione del reddito nel 2020. Tra queste, solo un quinto ne prefigura una ripresa nel corso del 2021“.

Zone rosse e arancioni incidono sulla spesa per alberghi, bar e ristoranti

Le tendenze dei consumi “continuano a risentire fortemente dell’emergenza sanitaria. La spesa effettuata a novembre per alberghi, bar e ristoranti è inferiore al periodo precedente la pandemia per circa l’80% delle famiglie“, rileva l’indagine. “Quella in servizi di cura della persona per circa due terzi di esse. La flessione dell’insieme di queste voci di consumo ha interessato in misura maggiore le regioni che al momento della rilevazione erano in zona rossa e arancione”. Questo ovviamente perché bar e ristoranti sono aperti soltanto nelle zone gialle.

Lavoro, più di una famiglia su tre si aspetta un netto peggioramento

Infine, dall’indagine emerge una percezione negativa rispetto all’impatto della pandemia sul mercato del lavoro. Più di un terzo delle famiglie si aspetta infatti un netto peggioramento delle condizioni nei prossimi 12 mesi. “Le prospettive sono più negative per i lavoratori autonomi e i disoccupati” (che poi sono i più colpiti dalla pandemia). “Oltre un quinto dei capifamiglia con contratto a termine e un decimo degli autonomi ritiene che la probabilità di perdere il lavoro nei successivi dodici mesi sia superiore al 50 per cento”.

Un quadro a dir poco drammatico, insomma. E i cosiddetti ristori erogati finora hanno allievato la situazione in misura minima. Un terzo delle famiglie cha ha ricevuto forme di sostegno infatti riporta comunque una riduzione del reddito nel 2020.

Adolfo Spezzaferro



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3 Commenti

  1. Questi sono alcuni dei veri dati che fanno la differenza e che sono attribuibili alle sciagurate misure anti sino-virus minimamente, anzi il Covid 19 serve a giustificarli falsamente.

    • Dietro avanzano pure difficoltà non da poco nel onorare le spese condominiali, nelle grandi città aggravate dalla collaudata collaborazione tra “amici-fornitori clienti” e amministratori spesso compulsivi e impreparati magna-magna (per altro preparatissimi sulle normative a loro favorevoli per lo più superate). Bankitalia di questo cosa ne sa che fatica pure a gestire il suo?! Oppure è bene lasciare ciucciare?

  2. Hanno demolito il paese con una qualsiasi epidemia virale; la pandemia è un altra cosa (andate a vedere la sua definizione).E a chi giova avere una massa di disperati pronti a vendersi per un tozzo di pane? Sicuramente non giova al popolo italiano ridotto in maggioranza ad una massa impaurita e pronta a qualsiasi abuso

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